Guantanamo: Mustafa in carcere per 13 anni. Governo Usa: "E' stato un errore"

GUANTANAMO BAY, CUBA - JUNE 27:  (EDITORS NOTE: Image has been reviewed by the U.S. Military prior to transmission.) A watch tower is seen in the currently closed Camp X-Ray which was the first detention facility to hold 'enemy combatants' at the U.S. Naval Station on June 27, 2013 in Guantanamo Bay, Cuba.The U.S. Naval Station at Guantanamo Bay, houses the American detention center for 'enemy combatants'. President Barack Obama has recently spoken again about closing the prison which has been used to hold prisoners from the invasion of Afghanistan and the war on terror since early 2002.  (Photo by Joe Raedle/Getty Images)

Mustafa al-Aziz al-Shamiri, 37enne yeminita, è stato rinchiuso a Guantanamo per 13 anni: per l'esattezza ha passato 4.745 lunghissimi giorni dietro le sbarre. Ma poi le autorità statunitensi hanno ammesso che si è trattato di un errore, causato da uno scambio di identità.

A far emergere la svista è stato il Periodic Review Board, comitato che si occupa di stilare dei report sui detenuti che possono essere rilasciati o trasferiti. Dal documento inerente al caso di Mustafa, arrestato nel 2002 perché sospettato di essere membro di Al Qaeda, si apprende che le attività terroristiche a lui contestate potrebbero essere state svolte "da estremisti noti con nomi o alias simili". Dunque non ci sono prove “del coinvolgimento in queste azioni" del detenuto.

Martedì lo yemenita si è così presentato davanti ad una giuria, che dovrà decidere se rimetterlo in libertà oppure no. In un rapporto, il Pentagono, quasi a "giustificare" quanto accaduto, sostiene che al-Shamiri avrebbe combattuto in Afghanistan. Tuttavia si era ritenuto, a torto, che non fosse un semplice soldato, ma qualcuno ai vertici dell'organizzazione di Osama bin-Laden.

Secondo il suo legale, Mustafa, negli anni trascorsi nel carcere di massima sicurezza interno alla base navale statunitense sull'isola di Cuba, ha imparato l'inglese e ha frequentato dei corsi. Ora sarebbe pronto a tornare in libertà, anche se non pensa di tornare in Yemen, paese martoriato dalla guerra civile. Vorrebbe invece trasferirsi in qualsiasi altro Stato sia disposto ad accoglierlo.

Come sottolinea il Guardian, su al-Shamiri c'erano molte notizie frammentarie, in base alle quali sarebbe stato combattente in Bosnia nel '95, poi in Yemen nel '96 e nel 2000-2001 in Afghanistan, tra le fila dei talebani. A Guantanamo è stato un detenuto a tempo indeterminato, considerato troppo pericoloso per essere liberato, ma allo stesso tempo non processabile per assenza di prove.

Intanto, negli Usa, proprio sul tema Guantanamo, il progetto di Barack Obama di chiudere il carcere è stato ancora una volta rinviato. Il Pentagono ha presentato un piano di chiusura che avrebbe costi troppo elevati (circa mezzo miliardo di dollari), e la Casa Bianca si è vista costretta a respingerlo.

Obama, che si era impegnato più volte nella chiusura della struttura in campagna elettorale e in varie altre occasioni (come durante il discorso all'Università de Il Cairo nel 2009), ha chiesto una rimodulazione dei costi al segretario alla Difesa, Ash Carter. Ma il tempo stringe e il secondo mandato del presidente sta per scadere.

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