Napoli, oggi la manifestazione anti-camorra: "Un popolo in cammino"

manifestazione-anti-camorra.jpg

Alle 10.30, da Piazza Dante, è partito il corteo di Un popolo in cammino. Oggi Napoli, la Napoli che non si arrende, è scesa in piazza per dire no alla camorra, agli intrecci opachi tra economia e politica e alla violenza. Ma anche per dire sì a nuove politiche sociali, che rimettano in moto la città e che rispondano alle sue esigenze più profonde.

I manifestanti presenti sono oltre duemila. Lo striscione di apertura del corteo recita "Un popolo in cammino per la giustizia sociale comntro la camorra". Mentre su un altro striscione si legge: "Verità e giustizia per Genny e per tutte le vittime innocenti".

Al corteo, c'era anche il padre di Genny Cesarano, vittima innocente della criminalità organizzata, ucciso da un proiettile vagante in piazza Sanità lo scorso 6 settembre. Antonio Cesarano, ai microfoni di Repubblica, ha detto: "Basta con questa mattanza e più attenzione sociale".


Il corteo è stato organizzato dai parroci dei "quartieri difficili", delle associazioni contro la violenza e il degrado e da quelle che si battono contro la mafia. Ci sono molti ragazzi, tanti studenti, ma anche artisti come il fotografo Mimmo Jodice, e personalità come il produttore cinematografico Gianluca Arcopinto. Quest'ultimo, ieri, sul blog de Il Fatto Quotidiano ha commentato così l'iniziativa odierna: "#Unpopoloincammino vuole provare ad unire tutti coloro i quali si sono opposti alle logiche criminali e di malapolitica per esigere verità e giustizia per tutte le vittime innocenti di queste guerre di camorra, verità e giustizia per i nostri quartieri, per i giovani della nostra città".

Hanno aderito anche rappresentanti politici e delle istituzoni. Tra queste, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il vicesindaco Raffaele Del Giudice. Ed Ivo Poggiani, consigliere alla municipalità di Scampia, anche lui presente, insiste su quelle che dovrebbero essere le priorità: "Senza investimenti nelle politiche sociali che generazioni ci aspettiamo tra 10 anni?".

Giovanni Catenna, il 29enne ferito per errore durante un agguato di camorra il 14 novembre scorso, consegnerà il documento con le richieste che i sacerdoti hanno stilato in questi giorni al prefetto Gerarda Pantalone .

Innanzitutto, il documento chiede più attenzione alla scuola, in Campania un ragazzo su quattro non la frequenta e non esistono finanziamenti per il diritto allo studio. Ma poi si solleva anche il tema degli investimenti sul lavoro, che dovrebbe dignitoso e stabile, e sulla sicurezza.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO