Bambini in fuga dalla Siria: "A rischio salute mentale di una intera generazione"

Il rapporto di Save The Children

MITILINI, GREECE - OCTOBER 23:  A man holds his child at the increasingly overwhelmed Moria camp on the island of Lesbos on October 23, 2015 in Mitilini, Greece. Dozens of rafts and boats are still making the journey daily as thousands flee conflict in Iraq, Syria, Afghanistan and other countries. More than 500,000 migrants have entered Europe so far this year. Of that number four-fifths of have paid to be smuggled by sea to Greece from Turkey, the main transit route into the EU. Nearly all of those entering Greece on a boat from Turkey are from the war zones of Syria, Iraq and Afghanistan.  (Photo by Spencer Platt/Getty Images)

"Il recupero psicologico dei bambini in fuga dalla Siria‬ è a serio rischio". A lanciare l'allarme è Save the Children, sottolineando, tra le altre cose, che il tasso dei matrimoni precoci tra profughi siriani, solo in Giordania, è arrivato al 32% nel 2014 e che 700mila minori siriani, scappati nei paesi limitrofi, quest’anno non potrà accedere a nessuna forma di istruzione.

Secondo la Ong che si batte per la tutela dei diritti dei minori, anche entro i confini della Siria la situazione è drammatica. Nel paese, che dal momento dello scoppio del conflitto civile ha registrato circa 250mila vittime, i bambini sono a rischio di sviluppare disturbi mentali permanenti. E quelli che hanno avuto la "fortuna" di arrivare nei campi profughi, scappando dalla guerra, non ricevono l'assistenza psicologica necessaria. Ciò, ovviamente, vale anche per i bimbi iracheni.

Il Direttore di Save the Children in Libano, Ian Rodgers, avverte:

"Le ripercussioni per il futuro della salute mentale di un’intera generazione potrebbero essere catastrofiche. Oltre agli evidenti danni psicologici, causati dall’aver assistito ad eventi traumatici e violenza estrema, ci sono una miriade di cause secondarie che non vengono adeguatamente monitorate e sono spesso trascurate, elementi che quotidianamente posso cagionare danni psico-sociali ad un bambino che è stato sradicato dalla sua vita e trapiantato in una nuova comunità"

Per il rapporto lanciato ieri dall'organizzazione, Infanzia all’ombra della guerra, soltanto in Libano, una parte consistente di minori non ha frequentato la scuola per almeno tre anni. Inoltre, nel 2016 circa 200mila di loro potrebbe vedersi negata la possibilità di accedere a qualche forma di istruzione. Cifra che sale a ben 700mila, se si tengono in considerazione i vari paesi confinanti con la Siria.

Dunque, non c'è solo un problema sul rischio malnutrizione. I bambini che hanno dovuto separarsi dalla loro terra di origine, abbandonando parenti ed amici, sperimentano quotidianamente situazione di altissima tensione emotiva. Sono costretti a vivere in zone insicure, a sopportare discriminazioni, alcuni di loro sono costretti a lavorare.

Save the Children, presso un campo sfollati nel Kurdistan iracheno, ha stimato che il 10% dei bambini che partecipa ad un suo programma ha perso almeno un genitore. Tra le ragazze siriane in Giordania poi sono aumentati i matrimoni precoci, dal 25% nel 2013 al 32% nel 2014.

Ci sono anche minori, tra i 13 e i 17 anni, allontanati dalle loro famiglie, che sono rimaste in Siria. La scelta viene operata per evitare ai figli il rischio di reclutamento forzato da parte di gruppi armati all’interno della nazione di origine.

Reem Nasri, psicologa di Save the Children, evidenzia che i bambini siriani vivono un grande senso di frustrazione, spesso alimentato da violenze fisiche e verbali da parte dei coetanei dei paesi che li ospitano. Per questo motivo ammonisce: "non supportare bene ora questi bambini avrà un grave impatto sulla loro personalità futura, con il rischio che diventino aggressivi, depressi e pieni di fobie".

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