Napoli: una preside interrompe l'assemblea con la mamma di Davide Bifolco

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Napoli - Al liceo Jacopo Sannazzaro, oggi sarebbe stato di impedito di parlare alla mamma di Davide Bifolco, il ragazzo (di appena 17 anni) ucciso nel Rione Traiano il 5 settembre 2014. Ricordiamo che il carabiniere imputato, Giovanni Macchiarolo, ha fatto richiesta per il rito abbreviato, mentre il pubblico ministero, a sua volta, ha chiesto una pena di cinque anni di reclusione.

La denuncia odierna è arrivata dagli studenti e dall'Associazione contro gli abusi in divisa (Acad), anch'essa invitata a partecipare all'evento che doveva tenersi nell'ambito della "Settimana dello studente". L'autogestione era stata annunciata con largo anticipo, e la stessa preside, come risulta dal sito web dell'istituto, ha dato il suo assenso al programma. Ma non all'incontro con Flora Bifolco e Acad.

Acad sostiene che la preside non solo ha fatto interrompere l'incontro, ma avrebbe anche minacciato gli studenti di denuncia. Ecco cosa scrive l'associazione:

"Gravissimo atto di intimidazione e censura: stamattina insieme all'associazione Davide Bifolco e a Flora la mamma di Davide, stavamo tenendo una presentazione con centinaia di studenti nel Liceo Jacopo Sannazaro nella settimana degli studenti. La preside del Liceo ha interrotto l'assemblea minacciando gli studenti di denuncia e impedendo l'intervento della madre di Davide Bifolco. Un fatto gravissimo di censura e intimidazione contro chi democraticamente chiede verità e giustizia"

Poi è arrivato anche il comunicato degli studenti:

"Nell’ambito della “settimana dello studente”, il Collettivo Autonomo Sannazaro ha organizzato conferenze su diversi temi legati alla cultura e la democrazia. L’unica conferenza non autorizzata dalla preside è stata quella che vedeva ospiti gli avvocati di A.C.A.D.(Associazione Contro gli Abusi in Divisa) e la famiglia di Davide Bifolco. Pacificamente gli studenti e il collettivo hanno dato lo stesso la possibilità di svolgere la conferenza e il dibattito , considerato essenziale e alla pari con altre tematiche trattate. Nel pieno svolgimento dell’attività, con una grande partecipazione di studenti e con i dovuti chiarimenti sulla situazione , un gruppo di professori eseguendo gli ordini della dirigente e della vice-preside sono entrati nell’aula magna, instillando panico e paura immotivata negli studenti, invitandoli ad uscire e interrompendo gli esperti che conferivano. Per noi questo è un atto violento, repressivo e svolto tramite prevaricazione e abuso della propria posizione sui ragazzi (specialmente i più piccoli). Un atto profondamente offensivo verso la madre di Davide Bifolco, alla quale è stato impedito di raccontare la storia di suo figlio e di dibattere sul perché questo possa succedere in un quartiere periferico di Napoli e non nella “Napoli bene ”. A seguito di questi fatti , gli ospiti e alcuni ragazzi hanno subito intimidazioni e minacce di denunce , al momento non ancora chiarendo le motivazione reali di una tale folle presa di posizione"

Pare che la preside, o meglio la "dirigente scolastica", abbia riferito che l'assemblea era sprovvista di contraddittorio, e per questo motivo dunque era opportuno vietarla. Ma, ci domandiamo, era necessario usare le maniere forti? non potevano "bilanciare" i docenti parlandone in classe in un altro momento? Un adolescente a Napoli, come altrove, può morire per "un errore" però non può formarsi un'opinione in autonomia?

Se la preside vorrà puntualizzare meglio la sua posizione saremo lieti di riportarla: non ci piace istruire processi all'intenzione. Tuttavia siamo certi che questa notizia non diventerà virale come quella del "presepe di Rozzano". Lì un dirigente scolastico, che ha fatto il suo lavoro, è stato messo in croce per una bufala, e puntualmente i nostri politici hanno deciso di lucrarci sopra. Pazienza, poi, se è stato provocato un danno alla didattica e ai bambini.

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