New York: in aumento i senzatetto. La diseguaglianza spacca in due la Grande Mela

Washington, UNITED STATES: TO GO WITH AFP STORY: USA-society-poverty A homeless man sleeps on the ground at the entrance of a Metro station in downtown Washington 28 February 2007. There are 754,000 homeless people in the US, 21 percent of which are children, according to a study by the Housing and Urban Development Department released 28 February 2007. Some 47.4 percent of the homeless are single men, while 59 percent belong to minorities. Although African-Americans represent 12 percent of the US population, 45 percent of homeless people are black.     AFP PHOTO/Nicholas KAMM (Photo credit should read NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images)

Martedì scorso quasi 58 mila persone hanno dormito in centri di accoglienza a New York. Tra questi, circa la metà erano bambini. Sono cifre da Grande Depressione quelle diffuse dalla Ong Coalition for the Homeless, che evidenzia come la ripresa occupazionale non abbia abbassato i livelli di povertà nella Grande Mela.

La città più importante degli Stati Uniti, secondo la non profit impegnata in attività di advocacy per i senzatetto americani, segnala una situazione preoccupante. Gli indigenti negli ultimi dieci anni sono aumentati dell'86% a New York. E questo dato va comparato con quello dei prezzi delle abitazioni. In seguito alla crisi immobiliare e a un conseguente fenomeno di gentrificazione, il costo dell'affitto di un appartamento di due stanze è passato da 2400 dollari dell'ottobre del 2009 a più di 4 mila dell'ottobre del 2015.

Tuttavia a un tale aumento dei prezzi non è corrisposto un innalzamento dei salari commisurato. Se per un verso i profitti derivanti dalle attività di business sono aumentati del 61% tra il 2001 e il 2013 nello Stato di New York, d'altro canto i salari dei lavoratori sono cresciuti della metà e non sono sufficienti a coprire l'inflazione. Per il Fiscal Policy Institute, tra il 2009 e il 2012, l'1% della popolazione ricca dello Stato ha visto crescere i propri introiti del 32% , mentre per il restante 99% l'incremento è stato solo dell'1%.

La vita è diventata molto difficile soprattutto in quartieri come il Bronx. A tale riguardo, come riporta El Pais, la professoressa di sociologia all'Università di New York, Sharon Zukin, ha fatto presente che il costo della vita si è impennato nel borough a nord di Manhattan. E se si continua di questo passo i cittadini della classe medio-bassa saranno costretti a spostarsi in massa. "Dove andranno a vivere i conducenti di taxi, i camerieri dei fast food o gli impiegati delle imprese di pulizia? Sempre più spesso questi soggetti devono affrontare viaggi lunghissimi per poter lavorare", afferma la studiosa.

Ma la situazione non è meno complessa in quartieri come il Queens. Qui, ad esempio, chi lavora nel settore pulizie presso l'aeroporto JFK dalle 10 di notte alle 6 del mattino prende una paga di 10,10 dollari l'ora. Se si vuole sopravvivere in queste condizioni al massimo si può affittare una stanza.

Nel novembre scorso, il sindaco Bill De Blasio ha promesso 15 mila nuovi alloggi entro il 2030 per senzatetto e disabili. Il progetto prevede che alle abitazioni siano affiancati da servizi minimi in grado di offrire un'assistenza dignitosa.

Steve Berg, vice presidente della National Alliance to End Homelessness, ha applaudito all'idea, ribadendo che non si tratta solo di carità: "Alla lunga i senzatetto in difficoltà sono un costo maggiore sotto forma di interventi medici, ma anche in caso di arresto. Dare loro una casa e dotarli di assistenza sociale può essere un forma di prevenzione".

Tuttavia queste misure tendono a stabilizzare le condizioni di un proletariato e e di un sottoproletariato urbano diviso e incapace di avanzare rivendicazioni per il miglioramento delle proprie condizioni. La crisi economica a New York, così come l'uragano Katrina a New Orleans, si è trasformata in un'occasione per compiere speculazioni da parte delle classi più agiate. L'incremento occupazionale dell'ultimo periodo, accompagnato dall'ideologia della creative economy, nasconde il continuo detrimento delle protezioni sindacali, l'innalzamento del costo della vita rispetto ai salari e la ghettizzazione dei poveri.

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