Virus Zika: tre contagiati in Gran Bretagna

Il virus è stato contratto da tre viaggiatori attraverso le punture di zanzara in Colombia, Suriname e Guyana. Potrebbe causare microcefalia fetale.

Aedes aegypti mosquitos are seen in containers at a lab of the Institute of Biomedical Sciences of the Sao Paulo University, on January 8, 2016 in Sao Paulo, Brazil. Researchers at the Pasteur Institute in Dakar, Senegal are in Brazil to train local researchers to combat the Zika virus epidemic. / AFP / NELSON ALMEIDA        (Photo credit should read NELSON ALMEIDA/AFP/Getty Images)

Il virus Zika che sta suscitando allarme in sud America arriva anche in Europa, per la precisione in Gran Bretagna, dove tre uomini appena rientrati in patria da viaggi in Colombia, Suriname e Guyana sono stati trovati positivi al virus, che colpisce attraverso la puntura di zanzara.

I medici si sono affrettati a specificare come il virus non è presente nella sua forma naturale in Gran Bretagna e come il contagio non avvenga da persona a persona. Non ci sono quindi ragioni per iniziare a diffondere allarmismi; mentre continua invece a diffondersi il virus Zika in Sud America e nei Caraibi, dove sono ormai 18 i paesi colpiti.

Brasile e Colombia sono i paesi più colpiti. Nel primo ci sono addirittura 3.800 casi confermati, mentre in Colombia, per il momento solo uno, ma l'allarme è molto alto, tanto che le istituzioni hanno sconsigliato alle donne di rimanere incinta almeno fino a luglio. E questo perché il virus Zika è pericolo quasi solo per i bambini ancora nel grembo materno, che posso restare vittima di microcefalia e altre gravi malformazioni. Per gli adulti, invece, l'infezione porta solo sintomi tipici dell'influenza ed eruzioni cutanee, ma è anche facile che non ci si accorga nemmeno di averla contratta.

Ma da dove viene questo virus? La responsabile della sua diffusione è la "solita" zanzara Aedes Aegypti, già nota per trasmettere la dengue e la chikungunya. Diffusa principalmente in Africa e Asia, potrebbe aver raggiunto il continente americano dopo un'epidemia in Micronesia nel 2007. Secondo gli esperti, però, sarà solo nel 2016 che la sua diffusione rischia di farsi davvero preoccupante.

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