Fece pipì in un cespuglio: professore licenziato 11 anni dopo

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La vicenda che vede coinvolto Stefano Rho, professore bergamasco di 43 anni, ha dell’incredibile. L’uomo, sposato e padre di tre figli, ha da poco perso il posto di lavoro per un episodio di poco conto che risale a 11 anni fa.

Tutto è iniziato la sera del 15 agosto 2005 quando Rho, dopo aver trascorso la serata alla sagra di Averara, comune di 182 abitanti in provincia di Bergamo, intorno alle 2 del mattino deve fare pipì e, non trovando un bar aperto con un bagno disponibile, si libera su un cespuglio. E lo stesso fa l’amico che si trovava con lui. Proprio in quel momento, però, passa una pattuglia dei carabinieri e i due, come raccontato da Stefano Rho al Corriere Della Sera, vengono rimproverati:

Ci hanno visto, chiesto i documenti, fatto una ramanzina bonaria rimproverandoci perché secondo loro c’era un lampione che un po’ di luce la faceva e ciao.

La questione sembrava finita lì, ma un anno dopo i due vengono chiamati dal giudice di pace di Zogno, accusati di atti contrari alla pubblica decenza. Se la cavano con una condanna a 200 euro di multa. Capitolo chiuso, per il momento.

Nel settembre 2013, però, Stefano Rho, dopo anni di precariato come insegnante, firma per il ministero dell’Istruzione una autodichiarazione in cui dichiara “di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi scritti del Casellario giudiziario.

La sua fedina penale è ancora immacolata, ma il non aver dichiarato quell’episodio di poco conto avvenuto anni prima è costata al giovane il posto di lavoro. Il dirigente scolastico che l’aveva assunto ha fatto un controllo e scoperto di quel decreto penale passato in giudicato. Dopo aver ricevuto le spiegazioni del caso, il dirigente scolastico stabilisce che “se anche il prof. Rho avesse correttamente dichiarato le condanne avute, le stesse non avrebbero inciso sui requisiti di accesso al pubblico impiego”.

La questione, però, finisce alla Corte Dei Conti che, indipendentemente dalla condanna esigua e dalla fedina penale ancora immacolata, ricorda alle autorità scolastiche che il professore va licenziato. E così, il dirigente scolastico di Bergamo, Patrizia Graziani, licenzia Stefano Rho senza alcun preavviso, provocando inoltre la perdita delle anzianità accumulate in questi ultimi anni e la cancellazione del docente da tutte le graduatorie provinciali.

Su Facebook è già stato creato il gruppo Dalla parte di Stefano Rho, mentre c'è già chi ha fatto partire una petizione su Change.org per chiedere che Stefano Rho venga reintegrato.

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