L'ultimo articolo di Giulio Regeni su il manifesto

Su il manifesto di oggi, l'ultimo articolo scritto per il quotidiano da Giulio Regeni, il ragazzo trovato morto in Egitto.

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Per il manifesto aveva già scritto qualche articolo da Il Cairo, ma Giulio Regeni - lo studente trovato morto in Egitto in circostanze ancora tutte da chiarire - aveva chiesto che venisse utilizzato uno pseudonimo per questioni di sicurezza. Oggi, lo storico quotidiano comunista pubblica il suo ultimo articolo, inviato proprio nei giorni scorsi. E lo pubblicando firmandolo col suo nome vero, dal momento che, ormai, ogni misura di sicurezza è ovviamente superflua.

L'ultimo articolo di Giulio Regeni per il manifesto si intitola: "In Egitto, la seconda vita dei sindacati indipedenti". E inizia raccontando le preoccupazioni della società civili sulla scarissima libertà di stampa nel "nuovo Egitto" di Al Sisi: "Ha ottenuto il controllo del parlamento con il più alto numero di poliziotti e militari della storia del paese mentre l'Egitto è in coda a tutta le classifiche mondiali per rispetto della libertà di stampa".

Per raccontare la difficile resistenza dei sindacati indipendenti, Regeni aveva incontrato i militanti del Centro servizi per il lavoratori e i sindacati. Un tema scottante, che il ragazzo aveva indagato qualche tempo fa e il cui articolo era stato inviato a il manifesto tre settimane fa. E il quotidiano ha deciso di pubblicarlo, nonostante la diffida della famiglia, che aveva chiesto di non pubblicare l'articolo, che "oltre a violare la volontà del signor Regeni e della sua famiglia, potrebbe pregiudicare la sicurezza dei suoi genitori tuttora presenti al Cairo" e anche del coautore del pezzo.

Ma il manifesto è andato dritto: "Prendiamo atto della diffida dei legali della famiglia Regeni, che giudichiamo incredibile, non veritiera e purtroppo superata dai fatti, ma andiamo avanti per la nostra strada".

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