Arabia Saudita: le donne elette sono in uno stato di segregazione

JEDDAH, SAUDI ARABIA- DECEMBER 12: A sign says about the responsibility of Hijab for women at the entrance of a school which is a polling station to vote for the municipal elections on December 12, 2015 in Jeddah, Saudi Arabia. Saudi Women are running the municipal council seats as candidates for the first time in the Kingdom's history and also be allowed for the first time to vote in a governmental election. The Municipal councils are the only government body in which Saudi Arabian citizens can elect representatives, so the vote is widely seen as a small but significant opening for women to play a more equal role in society.  (Photo by Jordan Pix/ Getty Images)

Le recenti elezioni municipali in Arabia Saudita erano state descritte da molte testate internazionali come il segno di un progresso per la condizione femminile nel paese. Tuttavia, mettendo da parte il fatto che l'elezioni di un numero esiguo di donne in un sistema monarchico e castale, che viola i diritti umani e civili dei sudditi, non è una gran cosa, dobbiamo segnalare che nemmeno le neo-rappresentanti sono ora aliene a pesanti discriminazioni. Quella che era stata presentata come una svolta non era altro che un tentativo di marketing politico "in rosa".

Lama al-Sulaiman e Rasha Hafza sono state elette nella città di Gedda. Come riporta il Wall Street Journal, entrambe si sono rifiutate di commentare la situazione che sono costrette a subire. In ogni caso, una persona a loro vicine sostiene che le due donne potrebbero dimettersi.

Ma cosa sta accadendo nel consiglio della città costiera saudita? Qui, sempre secondo fonti del Wsj, le consigliere vivrebbero in uno stato di segregazione. Non solo sarebbero separate fisicamente dai colleghi maschi, ma sarebbero anche impossibilitate a svolgere il proprio lavoro.

Le rappresentanti del consiglio pare siano costrette a stare in una stanza apposita. Inoltre, per comunicare con gli altri membri non hanno altra scelta se non quella di ricorrere alle e-mail, agli sms, e, di fatto, sarebbero controllate con un sistema di telecamere a circuito chiuso.

Fin qui, anche se profondamente ingiusto, non siamo sorpresi: la separazione tra i sessi investe tutto il sistema sociale saudita. Ma dobbiamo aggiungere che le proposte delle consigliere non hanno alcun peso, la loro presenza nel consiglio è del tutto formale.

"Sono davvero sconvolta", ha detto Samar Fatany, attivista per i diritti delle donne e giornalista di Al Arabiya. "Non si espongono le donne per fare spettacolo per poi emarginarle in questo modo", ha puntualizzato alla testata statunitense.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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