India: ragazza di 16 anni bruciata viva dal padre perché voleva studiare

This photo taken on March 14, 2015 shows students from the Convent of Jesus and Mary in Ranaghat, 70 kilometres north of Kolkata, protesting after a 71-year-old nun was gang-raped at the convent. Prayers were said at churches across India on March 15 for an elderly nun who was gang-raped at a convent in an attack that has intensified anger over sexual violence and fuelled fears among beleaguered Christians. AFP PHOTO        (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)

India, Stato nord-orientale di Bihar, una 16enne è stata bruciata viva dal padre e dalla matrigna. La ragazza aveva manifestato la sua ferma intenzione di proseguire gli studi, mentre i genitori volevano che sposasse un uomo molto più grande di lei. Ipotesi, questa, respinta dalla giovane.

A dare la notizia in prima pagina è il quotidiano Mail Today. Khushboo Kumari, questo il nome della ragazza uccisa, è morta venerdì presso l'ospedale di Patna, a causa delle ustioni gravi riportate sul 90% del suo corpo.

I particolari di questa atroce storia sono stati riportati in una denuncia, presentata alla polizia dal fratello maggiore di Khushboo, Amrit Raj. Ques'ultimo ha accusato di omicidio suo padre, Sunil Takhur, la matrigna, Poonam Devi, e altri parenti. Al momento risultano essere tutti latitanti.

L'episodio è avvenuto il 3 febbraio scorso, in uno degli stati indiani più arretrati. In India, le discriminazioni e le torture contro le donne sono ancora un fenomeno all'ordine del giorno. E la campagna 'Beti Bachao, Beti Padhao' (Salva la bambina, educa la bambina), lanciata lo scorso anno dal premier nazionalista Narendra Modi, appare uno strumento troppo fragile per portare a casa dei risultati.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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