Colonia, le aggressioni di Capodanno non furono coordinate

Solo tre degli arrestati erano profughi, ma la notizia principali è che viene smentita l'ipotesi di un coordinamento.

Lo strano caso delle aggressioni di Colonia nella notte di Capodanno ci fornisce finalmente qualche verità, comunicata oggi dal magistrato che segue l'inchiesta: Ulrich Bremer. Innanzitutto, non si sarebbe trattato di una vicenda con protagonisti i profughi arrivati da Siria e Iraq, visto che dei 73 sospetti identificati solo tre sono richiedenti asilo (anche se in un secondo momento la procura ha fatto sapere di non poter dire con certezza quanti siano i profughi coinvolti).

Nel complesso, però, sembra che i responsabili di quanto avvenuto a Colonia siano in gran parte immigrati clandestini, arrivati in Germania nel corso del 2015 o in altri casi residenti da anni. Per la precisione: 30 sono marocchini, 27 algerini, 3 tunisini, 4 iracheni, 3 tedeschi, un montenegrino, un libico, un iraniano.

Altro aspetto molto importante, è che non è emersa alcuna prova di un coordinamento da parte degli aggressori, come invece è stato più e più volte riportato dalla stampa nei giorni immediatamente successivi i fatti. Lo ha fatto sapere il capo della polizia di Colonia Jurgen Mathies. Gli unici indizi che sono emersi dai messaggi sui social network erano che in tanti si stavano dirigendo verso Colonia perché lì era prevista una grande festa.

Infine, le denunce. Che in totale sono 1.054, di cui oltre seicento per furti, mentre le rimanenti per molestie di vario tipo. Da notare come la polizia, al 6 di gennaio, avesse ricevuto circa un centinaio di denunce, che si sono poi moltiplicate con il passare delle settimane arrivando a questa cifra lo scorso 10 febbraio.

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