Turchia: autobomba ad Ankara. Gruppo turco Tak rivendica l'attentato

Aggiornamento, ore 20.20 - Secondo quanto riportato dalle agenzie turche, il gruppo curdo, denominato "Falchi per la liberazione del Kurdistan" (Tak), ) ha rivendicato l'attentato che mercoledì ha ucciso 28 persone nel centro di Ankara. L'attacco è stato definito come una risposta alle politiche del presidente Recep Tayyip Erdogan. Il gruppo aveva già rivendicato l'attentato contro il secondo aeroporto di Istanbul a dicembre.

Inoltre, sarebbe filtrata la notizia che l'autobomba è stata fatta esplodere da un ragazzo di 26 anni, cittadino turco nato nella città orientale di Van.

Turchia: autobomba ad Ankara, almeno 28 morti. 17 persone fermate


19 febbraio 2016, ore 11:14

- Ci sono stati altri tre arresti in Turchia per l'attentato di mercoledì scorso ad Ankara in cui sono morte 28 persone.

L'accusa per i tre è di complicità con il kamikaze curdo-siriano, Saleh Nejar nell'organizzazione dell'attacco. Salgono così a 17 le persone fermate: i gruppi curdi-siriani del Pyd e il Pkk hanno smentito la responsabilità dell'attacco tuttavia Ankara prosegue i bombardamenti contro le milizie curde al nord.

Tre militari turchi sono stati uccisi in un'operazione a Sur, nella provincia curda di Diyarbakir (sud-est), in scontri col Pkk.

10.31 - La stampa locale conferma che l’attentato di questa mattina alle porte di Diyarbakir avrebbe provocato la morte di almeno 7 soldati turchi, mentre il numero dei feriti è ancora da definire.

A proposito dell’attentato di ieri, intanto, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha confermato poco fa che gli autori sarebbero dei militanti del YPG, l’ala militare del Partito dell'Unione Democratica, che avrebbero lavorato insieme ai militanti del PKK in Turchia.

La conferma sarebbe arrivata dopo l’arresto di 9 persone, coinvolte a vario titolo nella preparazione dell’attentato di ieri. Davutoglu ha inoltre confermato l’identità del kamikaze, il siriano Salih Necar, membro dell’YPG.

9.40 - Nuovo attentato questa mattina in Turchia. Le forze di sicurezza locali hanno confermato che un’esplosione ha colpito un convoglio militare nel sud-est del Paese, lungo l’autostrada che collega la città di Diyarbakir con il distretto di Lice.

Secondo le prime informazioni ci sarebbero diversi feriti.

Intanto dalla Turchia arriva la conferma di raid aerei condotti nella notte su alcuni campi dei militanti curdi nel nord dell’Iraq.

18 febbraio - A poche ore dall’attentato ad Ankara costato la vita a 28 persone, nessuno ha ancora rivendicato la propria responsabilità.

La stampa locale, intanto, sostiene che sia già stato identificato il kamikaze. Si tratterebbe, secondo quanto riferisce il quotidiano Sabah, di un cittadino siriano di nome Saleh Nejar, presumibilmente entrato nel Paese insieme a un gruppo di rifugiati.

L’attacco sarebbe stato compiuto con un’automobile noleggiata nella provincia di İzmir, poi rubata dai terroristi. L’identificazione di Nejar sarebbe avvenuta tramite le impronte digitali, prese al giovane al suo ingresso in Turchia.

Nejar, scrive il quotidiano, avrebbe agito insieme a due complici, già fermati con l’accusa di aver aiutato il giovane siriano a mettere a segno l’attentato.

Erdogan: "useremo il nostro diritto di autodifesa in ogni luogo”

22.30 - Dopo l'attentato ad Ankara para il presidente turco. Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato: "dopo gli attacchi odierni, siamo più che mai determinati a difenderci dentro e fuori i nostri confini. Sappiano che useremo il nostro diritto di autodifesa in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni occasione [..] Continueremo la nostra lotta contro le pedine che effettuano tali attacchi, e contro le forze che stanno dietro di loro".

21.42 - Il vicepremier e portavoce del governo turco, Numan Kurtulmus, ha reso noto che il bilancio delle vittime è salito a 28, mentre i feriti rimangono 61. Inoltre, ha spiegato che nell'attentato di Ankara ci sono tra i morti "probabilmente anche civili".

Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha espresso le proprie condoglianze al governo turco. A riportarlo è il sito dell'Ansa.

19.55 - Il ministero della Salute turco sostiene che, in seguito all'esplosione dell'autobomba che ha coinvolto un convoglio militare, si registrano 23 morti e 61 feriti.

Fonti militari rendono noto che l'attentato potrebbe essere stato architettato dai curdi del Pkk. In una nota, l'esercito aggiunge che la deflagrazione ha avuto luogo mentre il pullman era fermo a un semaforo.

19.41 - Sale il numero delle vittime, dopo l'esplosione nei pressi del quartier generale delle Forze armate turche, ad Ankara. Secondo l'ufficio del governatore della capitale, ci sarebbero almeno 18 morti e 45 feriti. Intanto è in corso un vertice sulla sicurezza nella residenza del presidente Recep Tayyip Erdogan, a cui partecipa anche il premier Ahmet Davutoglu e i vertici militari.

L'esplosione dell'autobomba non può essere ulteriormente documentata. L'autorità radiotelevisiva turca (Rtuk) ha imposto un divieto di trasmissione delle immagini. Tali misure sono quelle che generalmente vengono prese quando ci sono attentati di matrice terroristica.

17 febbraio 2016 - Una forte esplosione ha coinvolto un convoglio militare, nei pressi di una base dell' esercito di Ankara. A confermarlo, è il governatore Mehmet Kilicer, che ha parlato di almeno 5 morti e 10 feriti per la deflagrazione di un'autobomba.

Secondo quanto afferma la televisione privata Ntv, i fatti sono avvenuti nel quartiere di Kizilay, ubicato nelle vicinanze del Parlamento e di altre sedi istituzionali turche. Qui è esploso un ordigno mentre transitava un pullman militare, a circa 300 metri dal quartier generale delle forze armate.

I media hanno diffuso immagini della scena dell'esplosione che fanno vedere automobili in fiamme, un'alta colonna di fumo e ambulanze in arrivo sul posto. Intanto, le forze dell'ordine e il premier Ahmet Davutoglu fanno sapere che le indagini sull'accaduto sono già partite.

Per parte sua, Omer Celik, portavoce del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, su Twitter ha dichiarato che si tratta di "un atto di terrorismo". E l'esecutivo ha imposto, per ora, di non veicolare notizie sul presunto attentato e di attenersi ai comunicati ufficiali.


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