Macedonia: fermati 6 mila 500 migranti al confine. La Grecia rischia di "scoppiare"

A man looks on as migrants and refugees rest in a camp as they wait for a train to Serbia near Gevgelija on the Macedonian-Greek border on February 26, 2016.  Balkan countries along the well-trodden migrant path towards northern Europe met on February 24 to explore ways to stem the flow despite growing fears that tighter controls will spark a humanitarian crisis, particularly in Greece. / AFP / Robert ATANASOVSKI        (Photo credit should read ROBERT ATANASOVSKI/AFP/Getty Images)

La situazione, senza nessuna punta di esagerazione, è disperata e l'Europa si mostra legata ai suoi egoismi e totalmente carente in politica estera. Tra sabato e domenica, riferiscono tutte le agenzie internazionali, circa 6.500 rifugiati sono rimasti ammassati a Idomeni, alla frontiera tra Grecia e Macedonia.

Il blocco dell'immigrazione è stato attuato il giorno seguente alla reintroduzione della quote di ingresso da parte degli Stati balcanici: Slovenia e Croazia (membri della Ue) e Serbia e Macedonia. I quattro paesi hanno limitato a 580 la possibilità di entrate giornaliere entro i confini nazionali. Tale disposizione arriva dopo la decisione dell'Austria, che ha reso cogente un tetto giornaliero di 80 ingressi per i richiedenti asilo e di transito per 3.200 migranti.

Il ministro delle Politiche migratorie greco, Ioannis Mouzalas, ha detto di avere pronto un piano di emergenza per i migranti, che prevede la costruzione di nuovi campi di emergenza. Queste strutture potrebbero ospitare 2-3 mila persone, ma saranno comunque insufficienti se la Ue non offre risposte immediate. E ricordiamo che Atene, in pesante polemica con Vienna, ha rifiutato in settimana la richiesta di visita del ministro dell'Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner.

Facciamo presente, inoltre, che il numero di rifugiati in territorio greco potrebbe triplicare il mese prossimo, raggiungendo quota 70mila. A dirlo è il governo Tsipras, che si sente sempre più emarginato dai partner euroepi, mentre gli Stati balcanici hanno praticamente intrappolato il grosso dei rifugiati in Grecia.

La polizia macedone, invece, continua a comportarsi in maniera surreale. Spesso non accetta i nuovi documenti di viaggio rilasciati ai migranti dai centri di registrazione greci, allestiti sulle isole di approdo. Ora le forze dell'ordine pretenderebbero dai richiedenti asilo di esibire passaporti o certificati di nascita originali. Cosa del tutto impossibile per chi fugge dal conflitto siriano e iracheno.

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