Famiglia Cristiana contro Nichi Vendola: “Ma non era un uomo di sinistra?”

Famiglia Cristiana contro Nichi Vendola

Famiglia Cristiana apre oggi il suo sito web con un articolo apertamente schierato contro Nichi Vendola (chiamato Nicky dall’autrice del post), “colpevole” di aver avuto un figlio da madre surrogato insieme con il suo compagno Ed Testa. Nel pezzo, firmato da Orsola Vetri, si legge:

“Vendola da sempre ha esternato il suo legittimo desiderio di paternità e oggi parla di una storia d’amore, che nessuno intende mettere in dubbio, per giustificare il ricorso all’utero in affitto. Ma resta il fatto che per questo grande amore, insieme al suo compagno, non ha esitato a usare il corpo di una donna e, anche se non in maniera diretta a ‘comprare’ un bambino”

Dopo aver accennato allo sfruttamento delle donne del Terzo Mondo per la pratica dell’utero in affitto, l’autrice continua:

“Vendola forse si giustifica e si assolve perché per lui tutto è avvenuto in un Paese ricco e civile, in Canada, e per questo parla di una madre surrogata senza problemi economici, in pratica una benefattrice che ha fatto dono di nove mesi della sua vita e del suo corpo per regalare a una coppia innamorata il sogno della vita”

La riflessione conclusiva è sul significato della parola “dono”:

“Ma è proprio la parola dono che stride in questa storia. Perché il figlio in quanto dono, i cristiani lo sanno bene, è quanto di più lontano da un bambino nato da una madre surrogata. E il concetto di 'surrogata' si addice ancora meno a quello di madre. Significa voler dimenticare, a volte per motivi puramente ideologici, quanto sia importante e profondo il legame che unisce una donna al bambino che porta in grembo e significa ridurre il ruolo della madre a qualcosa di inesistente, a un semplice mezzo mentre, sappiamo quanto per ogni essere umano, comunque vada e qualunque strada prenda la sua esistenza, sia fondamentale l’origine della sua vita”

Nichi Vendola si è sempre professato cattolico praticante e assiduo frequentatore della chiesa, siamo curiosi di vedere ora quale reazione ci sarà nella sua diocesi, anche in relazione al battesimo del piccolo Tobia Antonio.

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