Giappone: il lato oscuro dell'industria del porno. Giovani donne vittime di ricatti e abusi

RIKUZENTAKATA, JAPAN - MARCH 20:  A pornographic magazine is seen amongst the rubble on  March 20, 2011 in Rikuzentakata, Japan. The 9.0 magnitude strong earthquake struck offshore on March 11 at 2:46pm local time, triggering a tsunami wave of up to ten metres which engulfed large parts of north-eastern Japan, and also damaging the Fukushima nuclear plant and threatening a nuclear catastrophe. The death toll continues to rise with numbers of dead and missing exceeding 20,000 in a tragedy not seen since World War II in Japan.  (Photo by Chris McGrath/Getty Images)
L'industria del cinema porno giapponese non conosce battute d'arresto. E' un mercato florido, che non è intaccato da remore sociali. Inoltre, alcune attrici di successo godono di una posizione di rilievo nell'ambito della comunicazione, tanto da riuscire ad intascare lauti compensi. Diventano, infatti, protagoniste di show televisivi, tengono rubriche su dei settimanali, sono contattate dalla pubblicità. Ma cosa si nasconde dietro il rutilante mondo della pornografia nipponica? Secondo un gruppo di attivisti e avvocati che si batte per i diritti delle donne, si celano ricatti, sfruttamento e maltrattamenti.

A dare la notizia è stata il Japan Times, che poi è stata ripresa anche da molti giornali europei, tra cui il britannico Independent. Il gruppo di attivisti, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato i dati una ricerca condotta lo scorso anno in un periodo di sei mesi.

Innanzitutto, segnaliamo che negli ultimi quattro anni ci sono stati più di 130 casi di giovani donne che hanno denunciato abusi sessuali. Alcune di loro hanno affermato di essere state costrette a reiterati rapporti sessuali senza protezione, altre a veri e propri stupri di gruppo.

Il mercato del porno del Sol Levante si avvale di numerosi "escamotage", finalizzati a truffare le ragazze. Spesso donne appena maggiorenni vengono avvicinate per strada da dei borker. Questi dicono di cercare delle modelle e convincono le vittime a firmare dei contratti con clausole di difficile comprensione.

Quando le donne, per la maggior parte di classi medio-basse, comprendono quello che hanno firmato, provano a sottrarsi. Ma a quel punto vengono minacciate di essere denunciate per inadempienza contrattuale. Fortunatamente la Corte distrettuale di Tokyo lo scorso anno ha assolto una ragazza, proprio dopo una denuncia su un caso del genere. Sono in molte, però, che non trovano la forza di rivolgersi alle autorità competenti.

"Quelle donne sono costrette a esibirsi in questi film pornografici contro la loro volontà", ha affermato l'avvocatessa Yukiko Tusnoda, una delle sostenitrici della campagna. Inoltre, il gruppo di legali ha denunciato che il numero delle ragazze che chiedono aiuto alle associazioni sta aumentando. E non mancano casi di suicidi.

Gli attivisti hanno detto che continueranno a fare pressione sul governo affinché venga aumentata la sorveglianza sul settore del porno. Inoltre, hanno chiesto nuove leggi che tutelino le ragazze dallo sfruttamento e dagli abusi.

Ogni anno, l'industria del porno giapponese produce un giro d'affari di circa 4,4 miliardi dollari, diffondendo circa 20 mila film. Tsunoda, però, ha fatto presente che non si accettare supinamente la legge di mercato. Inoltre, ha lasciato intendere che bisognerebbe intervenire anche sui contenuti, visto che un filone del porno nipponico molto in voga è quello in cui l'abuso sessuale crudele viene presentato come una "forma di intrattenimento".

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