Libia, la Bonatti risponde a Renzi: “La Farnesina sapeva tutto”

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Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso dell’intervista di domenica nel salotto di Barbara d’Urso, a proposito dei quattro tecnici italiani in Libia aveva dichiarato che erano ancora in corso gli accertamenti sulle responsabilità, spiegando che “i quattro sono entrati in Libia quando c'era un esplicito divieto di entrarci da parte nostra”.

Quelle parole non sono affatto andate giù alla Bonatti, la società per cui lavoravano Salvatore Failla e Fausto Piano, deceduti in Libia, e Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, rientrati nei giorni scorsi dopo otto mesi di prigionia. Paolo Ghirelli, presidente della società, ha fatto una doverosa precisazione:

Ovviamente noi eravamo in Libia per un ruolo ben preciso che avevamo e abbiamo tuttora all'interno degli impianti della Mellitha oil and gas. Sono 8 mesi che collaboriamo a stretto contatto con l'unità crisi della Farnesina. Abbiamo adempiuto tutti gli obblighi di legge che deve rispettare chi opera in settori strategici e in aree critiche.

Ghirelli, via ANSA, ha proseguito:

Il tema è abbastanza delicato. Noi capiamo il senso di queste parole in questi momenti, però ci sarà modo e tempo di chiarire ciascuno le proprie posizioni. Noi siamo sereni di aver agito e di aver fatto fare cose che tengono conto della situazione complessiva e della sicurezza della nostra gente.

Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, riusciti a liberarsi da soli come raccontato agli inquirenti italiani, sono rientrati il 6 marzo scorso, mentre le salme di Failla e Piano faranno rientrato nelle prossime ore.

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