Ministero degli Interni cerca giornalista qualificato ("a titolo assolutamente gratuito")

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"Cercasi per contratto part-time (dodici mesi non rinnovabili) giornalista professionista, esperienza pluriennale, ottima conoscenza dell'inglese, che si occupi di pubbliche relazioni con la stampa internazionale e nazionale e che adotti forme innovative di comunicazione, attraverso il web e la produzione di video-documenti". L'annuncio è del ministero degli Interni, attualmente presieduto da Angelino Alfano. E per quanto non venga proposto un full-time, ci si attenderebbe un buon compenso, vista anche l'alta professionalità richiesta.

Invece no, l'aspirante candidato deve sapere (la cosa è messa nero su bianco per ben due volte) che non percepirà nemmeno un euro. Insomma, il dicastero degli Interni, si adegua al pessimo costume italiano di offrire lavoro senza corrispondere uno stipendio. L'idea è quella di dare la possibilità a un già esperto giornalista di aggiungere una nuova voce al curriculum.

Il professionista in questione, che dovrà occuparsi di pubblicità istituzionale su immigrazione e richiedenti asilo, potrà aspirare solo ad un rimborso spese per i viaggi, il vitto e l'alloggio fuori dal Comune di residenza.

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L'annuncio non poteva non scatenare il disappunto delle associazioni e dei comitati del settore. Come riporta Il Fatto Quotidiano, il portavoce della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti, si è affrettato a dichiarare: “è inconcepibile pretendere una complessa attività professionale ad alto contenuto specialistico, da affidare ad un giornalista professionista con certificata esperienza pluriennale, ma a titolo gratuito”.

Dunque, i giornalisti che muoiono dalla voglia di svolgere un'attività, "a titolo assolutamente gratuito", in un ente prestigioso non devono far altro che presentare la domanda. Gli altri giornalisti, quelli che cercano di sbarcare il lunario senza perdere la loro dignità umana e professionale, possono invece come prima cosa dare risalto alla notizia. Magari cedendo ad una qualche ironia... non ce ne vorrà il ministero.

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