Cisgiordania: due palestinesi uccisi dall'esercito israeliano. In aumento gli 'omicidi extragiudiziali'

Israeli security forces aim their weapons during clashes with Palestinian stone-throwers following a demonstration against the expropriation of Palestinian land by Israel on March 18, 2016 in the village of Kfar Qaddum, near Nablus in the occupied West Bank.  / AFP / JAAFAR ASHTIYEH        (Photo credit should read JAAFAR ASHTIYEH/AFP/Getty Images)

Ancora due palestinesi uccisi in Cisgiordania nelle ultime 24 ore. Secondo fonti delle autorità di sicurezza israeliana, entrambi avrebbero tentato di compiere attacchi.

L'ultimo a morire, come riporta Alaraby.co, è stato un giovane di 18 anni, Abdullah Muhammad al Ajlouni. Quest'ultimo è stato freddato con colpi di arma da fuoco al checkpoint di Abu al-Rish, nella città di Hebron. I militari sostengono che, dinanzi alla richiesta di documenti, l'uomo ha aggredito un soldato con un coltello.

La stessa sorte è toccata ieri a Mahmud Ahmad Abu Fanunah. Un 20enne palestinese, che ha perso la vita all’incrocio di Guzh Etzion, dove sorge una zona coloniale ubicata tra Betlemme e Hebron. Il portavoce dell'esercito ha precisato che l'uomo, armato di coltello, era sceso dalla sua automobile cercando di scagliarsi contro le forze dell'ordine israeliane. Per questa ragione, è stato immediatamente raggiunto da una serie di proiettili.

Alcuni testimoni, però, hanno fornito una versione della vicenda differente. Mahmud, dicono, è stato bloccato da un colono. E una volta fuori dalla sua auto, disarmato, sarebbe stato freddato.

Come ci ricorda l'agenzia Nenanews, sale a 201 il numero delle vittime palestinesi uccise nei Territori occupati e nello Stato di Israele dall'ottobre del 2015 (i morti israeliani sono 28). La maggior parte dei morti erano persone in possesso di un coltello (o sospettate di possederne uno).

Per le organizzazioni umanitarie, queste morti dovrebbero essere definite "omicidi extragiudiziali". Sta diventando sempre più comune, infatti, che l'esercito di Israele si faccia contemporaneamente giudice ed esecutore di palestinesi, mettendo tra parentesi la legislazione internazionale e le comuni norme dello Stato di diritto.

A tutto ciò si deve aggiungere che continua la demolizioni delle case degli aggressori e l'arresto indiscriminato dei loro familiari. E, come se non bastasse, in alcuni casi vengono perfino assediati e chiusi i loro villaggi di provenienza.

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