Migranti: iniziati i trasferimenti dalla Grecia alla Turchia, proteste a Lesbo | Video

Aggiornamento ore 16:58 - Oggi ad Hannover, in Germania, sono arrivati i primi 16 migranti siriani trasferiti sulla base dell’accordo tra Ue e Turchia e saranno spostati presso il centro rifugiati di Friedland. Entro oggi dovrebbero arrivare altri 16 siriani.

Intanto, al grido di “Stop deportation” e “Svegliati Europa”, decine e decine di manifestanti hanno protestato sull’isola di Lesbo contro le operazioni di rinvio di centinaia di migranti verso la Turchia che sono cominciate oggi con 202 trasferimenti.

Gauri Vangulik, vicedirettrice di Amnesty International per Europa e Asia centrale, spiega:

“I rinvii di oggi sono simbolici per numerose ragioni, sono il punto di partenza di ciò che è diventato oramai il più disastroso episodio della politica d'asilo europea. Ciò che ci inquieta maggiormente è a chi toccherà ora, chi saranno i prossimi? E come reagiranno? Non posso pensare alle donne e ai bambini, siriani ad esempio, che si trovano a Moria quando vedranno queste navi tornare indietro. È un disastro e spero che si impedirà almeno il rinvio immediato dei rifugiati. Vorremmo più trasparenza relativamente a chi si trova sulle navi e perché vengono rispediti via”

4 aprile 2016 - Sono iniziati oggi i trasferimenti dalla Grecia alla Turchia, come stipulato nell'accordo di qualche giorno fa tra Unione Europea e Turchia. Le prime due navi, con 131 migranti a bordo, hanno raggiunto il porto turco di Dikili nella mattinata di oggi.

21 marzo: l'intesa Turchia-Ue è solo formalmente effettiva


Gli sbarchi in Grecia non si fermano. Dopo l'entrata in vigore del patto siglato tra Ankara e Bruxelles, sono più di 1600 i migranti giunti in Grecia dalla Turchia. L'organismo di coordinamento della politica migratoria ellenica (Somp) ha reso noto che ci sono stati nuovi arrivi soprattutto sulle isole: Chios (830) e Lesbo (698). Si contano anche nuove vittime: due ragazze sono annegate nei pressi di Rodi e due uomini hanno perso la vita dopo aver raggiunto Lesbo.

Giorgos Kyritsis ha subito polemizzato con le autorità turche. Il portavoce del Somp ha evidenziato che il numero di arrivi delle ultime 24 ore "solleva dubbi riguardo alle intenzioni di tutte le parti interessate". Ricordiamo che il governo di Ankara si è impegnato a bloccare le partenze dalle sue coste.

Atene, intanto, fa sapere che ha bisogno di più tempo per attuare l'intesa sui rimpatri. Tuttavia, ci sarebbero già dei problemi di interpretazione sulle clausole dell'accordo europeo. Alexis Tsipras, come rilevato da El Pais, ha sollevato perplessità sulla categoria di "migranti irregolari" e sulla differenziazione dei siriani dagli altri che arrivano sulle coste greche.

In ogni caso, l'accordo siglato tra Bruxelles e Ankara prevede che i migranti che arrivano in Grecia debbano essere rispediti indietro in Turchia. Per ogni migrante rimandato indietro, un siriano già presente sul suolo turco sarà ricollocato in un paese dell'Unione Europea. L'applicazione dell'intesa dovrebbe essere garantita da circa 2.300 esperti, funzionari degli uffici immigrazioni e della sicurezza e interpreti. Per il momento, però, la Grecia sta ancora agendo da sola.

Amet Davutoglu, il primo ministro turco, ha precisato che i respingimenti avranno inizio non prima del 4 aprile, la stessa data in cui i rifugiati siriani potranno raggiungere legalmente un paese europeo. In questo modo, secondo il politico turco, "il numero di rifugiati in Turchia non sarà soggetto ad un nuovo aumento".

Dal gennaio 2015, più di un milione di migranti e rifugiati sono entrati nell'Unione Europea, via mare, dalla Turchia. Solo all'inziio di quest'anno ne sono arrivati 143 mila e circa 460 hanno perso la vita per annegamento.

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