L'Isis e gli attentati a Bruxelles: i commenti e gli editoriali

Gli attentati di ieri a Bruxelles sono ovviamente oggetto di numerosi commenti ed editoriali. Diverse le opinioni sullo stato dell'Isis dopo il doppio attacco di ieri che ha colpito aeroporto e metropolitana della città belga, sede delle istituzioni europee.

Toni Capuozzo, intervistato da Tiscali, sottolinea come quello di ieri possa essere in realtà il colpo di coda dell'Isis dopo i passi indietro in medio oriente: "L’unica cosa che c’è da augurarsi è che questo sia il colpo di coda dello Stato Islamico che sta perdendo sia in Iraq sia in Siria. A Palmira, ad esempio, l’esercito lealista è più vicino. Così cercano di colpire alle spalle quello che loro ritengono il nemico. Un colpo di coda rabbioso perché stanno perdendo terreno".

Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, commenta così nel suo editoriale odierno: "Lo Stato Islamico è un avversario sanguinario e duttile perché capace di adattare il metodo di combattimento ai diversi territori di scontro: nel deserto si affida a gruppi esigui di combattenti per controllare risorse e vie di comunicazione sfuggendo ai raid avversari mentre in Occidente colpisce le metropoli con gruppi d’assalto capaci di usare più tipi di armamenti perché è qui che abbondano gli obiettivi da colpire, i civili".

Sul Corriere della Sera l'editoriale di Aldo Cazzullo: "Consegnare l’Islam europeo ai radicali sarebbe un suicidio. La jihad lavora per esportare nel nostro continente la guerra civile per il potere sul mondo islamico. Non a caso colpisce negli aeroporti, nelle metropolitane, nei giornali, nei teatri, per minare le libertà di circolazione e di espressione: un disegno che va respinto".

Su Repubblica il neodirettore Mario Calabresi racconta e commenta i fatti direttamente da Bruxelles: "Sono 15 anni che, quasi senza accorgercene, facciamo i conti con il terrorismo islamico. È il mondo dopo l'11 settembre: ci siamo abituati a controlli di ogni genere [...] Siamo ormai anche stanchi di cercare simbolismi nella scelta degli obiettivi, di ripeterci che il marchio di fabbrica è l'attacco multiplo, abbiamo scoperto che in Europa colpiscono ragazzi cresciuti in casa nostra, che trovano nella violenza e nel terrore un senso alle loro esistenze perdute".

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