Karadzic condannato per il genocidio di Srebenica

L'ex leader politico dei serbi di Bosnia è stato giudicato colpevole anche di crimini contro l'umanità. La pena inflitta è di 40 anni.

Radovan Karadzic, uno dei protagonisti della guerra dei Balcani ed ex presidente della repubblica serba di Bosnia, è stato giudicato non responsabile del primo dei due capi di imputazione di genocidio a suo carico. La decisione è stata presa dal Tribunale internazionale dell'Aja per insufficienza di prove.

Karadzic è stato comunque ritenuto colpevole per il genocidio di Srebenica del '95 (quando ottomila musulmani bosniaci vennero massacrati dalle milizie guidate da Ratko Mladic e dalle "tigri di Arkan" guidate da Raznatovic) e responsabile di crimini contro l'umanità, di omicidio e di persecuzione, così come è stato ritenuto colpevole per i reati commessi durante l'assedio di Sarajevo, durato quasi quattro anni e che avrebbe causato la morte di 10mila persone.

Nel complesso, Karadzic ha ricevuto una pena di 40 anni di carcere ed è stato ritenuto colpevole per dieci capi d'imputazione.

L'ex leader dei serbi di Bosnia è anche colpevole di aver utilizzato 284 caschi blu dell'Onu come scudi umani; mentre l'assoluzione fa riferimento agli episodi avvenuto nei villaggi della Bosnia Erzegovina: Bratunac, Prijedor, Foca, Kljuc, Sanski Most, Vlasenica e Zvornik.

70 anni, latitante dal '96 fino al 2008, il politico bosniaco di etnia serba si era ricreato una nuova identità, lavorando in una clinica di Belgrado, specializzandosi in medicina alternativa sotto il falso nome di Dragan David Dabic. Dall'aprile 1992 al luglio 1996 è stato presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.

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