Attentati Bruxelles, i terroristi passati dall’Italia: Treviso, Bari, Brescia, Salerno

In alcune città italiane sono state arrestate persone che hanno avuto contatti con gli autori degli attentati a Parigi e Bruxelles.

Terroristi in Italia

L’Italia sarebbe un crocevia per i terroristi e per i loro fiancheggiatori. Dopo l’arresto a Bellizzi, in provincia di Salerno, dell’algerino Djamal Eddine Ouali, che avrebbe procurato i documenti falsi a Salah Abdeslam, spuntano nuovi inquietanti dettagli che riguardano anche altre città italiane.

In particolare, notizia di oggi, secondo fonti di SkyTg24, Khalid El Bakraoui, l'attentatore suicida che si è fatto esplodere all'interno della stazione della metropolitana di Maelbeek di Bruxelles lo scorso 22 marzo, sarebbe transitato dall’Italia il 23 luglio 2015. L’uomo sarebbe atterrato all’aeroporto di Treviso con un volo Ryanair proveniente da Bruxelles per andare poi a Venezia e da lì partire il giorno dopo con un volo Voltola diretto ad Atene. Una settimana dopo, sempre in Grecia, a Patrasso, è arrivato, da Bari, Salah Abdeslam. Quest’ultimo ha detto di non conoscere i fratelli El Bakraoui, ma le sue tracce sono state trovate nell’appartamento di Forest, a Bruxelles, che Khalid El Bakraoui aveva affittato sotto falso nome.

Inoltre, sempre secondo quanto riportato da SkyTg24, in una casa di Atene abitaa da Abdelamid Abaaoud, amico d'infanzia di Abdeslam, sarebbe stata trovata la mappa dell’aeroporto di Zaventem dove è stato compiuto l’attentato il 22 marzo.

Per quanto riguarda Bari, sarebbe la vera e propria porta d’ingresso in Europa per i terroristi e un luogo di passaggio per i foreign fighter che nel capoluogo pugliese troverebbero supporto logistico. La magistratura barese è a lavoro da mesi e nei giorni scorsi ha arrestato Ridha Shwan Jalal, iracheno di 38 anni, e due inglesi 31enni di origini iracheni, tutti accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e possesso di documenti falsi. Sono al centro di un’indagine della Dda sul terrorismo internazionale.

E poi c’è la provincia di Brescia dove nel 2014 è stato arrestato per tentato omicidio, porto abusivo di armi ed evasione Mohammed Lahlaoui, marocchino classe 1987 che è arrivato in Italia nel 2007 e che ha accumulato molti altri reati. Due anni fa è stato messo agli arresti domiciliari. Ebbene, sul suo cellulare sono stati trovati degli sms legati ai fatti del 22 marzo. In particolare, secondo quanto riportato da L'Espresso, in uno dei messaggi veniva citato Khalid El Bakraoui, il kamikaze della metro di Bruxelles e in un altro messaggio inviato alle 9:08 del 22 marzo c’è la parola “fin” (“fine” in francese). Tre minuti dopo Khalid si è fatto esplodere. Gli inquirenti sono a lavoro per capire se c’è un effettivo legame tra il marocchino e gli attentati.

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