Nigeria: arrestato il numero 2 di Boko Haram

Members of the 7th Division of the Nigerian Army talk with a member of the Damboa Joint Task Force in Damboa in Borno State northeast Nigeria on March 25, 2016.  On April 14, 2014, Boko Haram militants kidnapped 276 schoolgirls from their dormitories at the Government Girls Secondary School Chibok, drawing global attention to the Islamist insurgency in northeast Nigeria.  / AFP / STEFAN HEUNIS        (Photo credit should read STEFAN HEUNIS/AFP/Getty Images)

Boko Haram ("L'istruzione occidentale è proibita") continua a perdere colpi in Nigeria. Ieri, l'esercito regolare ha annunciato l'arresto del numero due dell'organizzazione islamista: Khalid al-Barnawi. Si tratta del capo del gruppo combattente Ansaru, che uccise due ostaggi italiani. Nel 2011, ordinò la morte di Franco Lamolinara, e due anni dopo quella di Silvano Trevisan.

Al-Barnawi è stato catturato nel corso di un blitz dei militari a Lokoja, nello stato di Kogi. Subito dopo, il portavoce della Difesa del governo di Abuja ha confermato le voci dell'arresto: "Al-Barnawi è stato arrestato in un’operazione frutto della cooperazione tra i diversi servizi di sicurezza. È un enorme passo avanti nella lotta al terrorismo". Ed ha aggiunto che il terrorista, attivo in Africa, ma con legami anche nel Maghreb e in Medio Oriente, ha incominciato a collaborare.

Ansaru ("Avanguardia per la protezione dei musulmani nell’Africa Nera") è un gruppo combattente islamista, che pur continuando ad avere relazioni strettissime con Boko Haram, ha scelto di muoversi in maniera autonoma. Ha legami con i terroristi di al Qaida e la sua peculiarità è quella dei sequestri degli occidentali.

Tra gli ostaggi finiti nelle mani dei miliziani, l’ingegnere Franco Lamolinara, 48 anni, rapito insieme al collega inglese Chris McManus. La vicenda rischiò di diventare un caso diplomatico tra Italia e Regno Unito perché i due sequestrati vennero giustiziati nel corso di un blitz fallito da parte di un commando anglo-nigeriano.

Nel 2013, fu Silvano Trevisan, 69 anni, impiegato di un'impresa di costruzioni nel Bauch, a cadere nelle mani di Ansaru. Fu sequestrato insieme ad altri sei colleghi. I particolari della morte di Trevisan rimangono oscuri.

Sebbene il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, abbia ritrattato la dichiarazione di resa circolata qualche giorno fa, è innegabile che le varie milizie jihadiste si trovino in difficoltà. La liberazione di 829 ostaggi, avvenuta a fine marzo, e il blocco dei rifornimenti alimentari e di benzina da parte dell'esercito regolare nigeriano hanno fiaccato i terroristi. E molti di loro sono in fuga.

Tuttavia, nella zona del Lago Ciad, le violenze non sono terminate. A dirlo è un rapporto di Medici Senza Frontiere pubblicato la settimana scorsa. La Ong precisa che gli attacchi di Boko Haram fino ad oggi hanno prodotto 2,7 milioni di sfollati nella regione che include territori del Ciad, del Camerun, della Nigeria e del Niger.

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