Caso Regeni: Il mistero sul vertice rinviato e un dossier "confezionato"

The parents of Italian student Giulio Regeni, Paola Regeni (L) and Claudio Regeni (R), hold a banner reading ''Truth for Giulio Regeni'' during a press conference with Senator Luigi Manconi (C), president of the Human Rights commission at the Italian Senate, on March 29, 2016 in Rome. The mother of murdered Italian student Giulio Regeni, tortured to death in Egypt in January, told parliament today she had only recognised 'the tip of his nose' when identifying her son's body. Amid increasing anger over Cairo's handling of the murder of the 28-year old Cambridge University graduate student, Egyptian detectives are now expected to hand over key evidence to their Italian counterparts on April 5. / AFP / ANDREAS SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

A Roma, doveva esserci oggi, martedì 5 aprile, un vertice tra inquirenti italiani ed egiziani per fare il punto sull'inchiesta inerente alla morte di Giulio Regeni. Ieri, poi, l'agenzia Reuters ha diffuso la notizia che l'incontro era stato cancellato: "rinviato a tempo indeterminato". Successivamente è intervenuta l'ambasciata italiana a Il Cario, che, attraverso l'Ansa, ha fatto sapere che la missione avrà luogo il 7 e l’8 aprile prossimi.

Insomma, nonostante le rassicurazioni giornaliere del governo egiziano sul fatto che c'è disponibilità per una piena collaborazione, il quadro si fa sempre confuso. E i giorni passano. Il mancato incontro con il procuratore capo Giuseppe Pignatone del generale Adel Gaffar, del brigadiere generale Alaa Abdel Megid, del vicedirettore della polizia criminale del governatorato di Giza, il maggiore Mostafa Meabed e dei procuratori de Il Cairo Mostafa Soliman e Mohamed Hamdy El Sayed, sono il segnale che le cose non stanno andando per il verso giusto. Tanto più che nessuno dall'Egitto si è peritato di fornire una spiegazione per il rinvio.

Forse sono necessari altri tre giorni per limare il dossier da presentare agli inquirenti italiani. Documento che molto probabilmente non fornirà significative novità sull'omicidio del ricercatore italiano. Secondo quanto riferito da un alto funzionario del ministero dell’Interno egiziano a Reuters, il testo conclude che Regeni era controllato dai servizi segreti. Tuttavia, viene anche ribadito che non ci sono prove di un coinvolgimento dei servizi nella morte del ragazzo.

Dunque, niente di nuovo. Le autorità egiziane non potevano certo negare che Regeni fosse seguito, ma allo stesso tempo si guardano bene dal prendersi responsabilità. Sempre secondo quanto riferito dal funzionario, nel documento, di circa 2 mila pagine, vengono riportati gli interrogatori di oltre 200 persone e le indagini svolte sui compagni di Regeni e sul presunto ritrovamento dei suoi effetti personali in casa della sorella di un imputato appartenente ad una banda armata, specializzata nel rapinare stranieri. Sarebbero presenti, poi, nel dossier, anche molte fotografie.

In sostanza, il documento ripercorrerebbe tutte le varie fasi delle indagini già finite in pasto alla stampa. Il rischio che l'omicidio Regeni rimanga "un omicidio di Stato" impunito diventa sempre più concreto. Vedremo cosa emergerà dall'incontro del prossimo 7 aprile. Sempre che venga confermato.

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