Panama Papers, l’Espresso fa il nome di Barbara d’Urso. Lei: "Non ho patrimoni offshore, pago tasse in Italia"

La lettera della conduttrice: "Non ho nessun patrimonio offshore. Ho rispettato e rispetto la legge italiana, ho pagato e pago regolarmente le tasse in Italia"

Barbara D'Urso - Panama Papers

Arriva oggi la lettera di Barbara D'Urso: la conduttrice commenta per la prima volta l'indiscrezione pubblicata dall'Espresso (prima di lei, erano stati i suoi legali a diffondere la nota di smentita).

«Mi trovo oggi sulla copertina di un settimanale. Trovo la mia foto con sotto il seguente testo “In esclusiva, chi sono gli italiani con i patrimoni offshore”. Non ho nessun patrimonio offshore. Ho rispettato e rispetto la legge italiana, ho pagato e pago regolarmente le tasse in Italia. Il fisco italiano lo sa bene perché vengo controllata periodicamente, com'è giusto che sia.

I miei legali sono pronti ad agire penalmente contro chi sta cercando e cercherà ancora di diffamarmi. Ma la cosa che più mi fa soffrire di questa vicenda è che nell'autunno del 2015 sono riuscita finalmente a costituire una Onlus (che era il mio sogno) che si occupa di sostenere materialmente le famiglie in difficoltà costrette a trasferirsi lontano da casa per assistere i loro bimbi ricoverati in ospedale per lunghe degenze (cosa che già faccio autonomamente da anni).

Avrei dovuto annunciare questa Onlus con una conferenza stampa in Campidoglio il prossimo 19 aprile. Sono costretta a rinviare il tutto perché non voglio che il fango di cui sono ingiustamente vittima in questi giorni possa offuscare minimamente un progetto in cui sto mettendo tutta me stessa.

In questi anni ho combattuto tante battaglie in difesa della mia immagine e le ho sempre vinte. Vincerò anche questa».

Panama Papers, l’Espresso fa il nome di Barbara d’Urso. I legali della conduttrice reagiscono


6 aprile

Maria Carmela D'Urso è il vero nome di Barbara D’Urso e, secondo quanto rivela L’Espresso, è presente nell’archivio dello studio legale Mossack Fonseca che è stato svelato dalla fuga di notizie ormai nota come Panama Papers.

Secondo il dossier, la celebre conduttrice televisiva delle reti Mediaset risulta amministratrice di una società che è stata registrata nel 2006 alle isole Seychelles e che si chiama Melrose street ltd. A conferma di tutto questo c’è anche il fatto che dall’agosto del 2012 i documenti contabili di questa società sono stati conservati proprio presso il domicilio di Barbara D’Urso.

La presentatrice e attrice, appresa la notizia, non è intervenuta direttamente, ma lo studio legale che la assiste ha inviato una nota nella quale scrive che si tratta di informazioni lacunose e che quella società “è stata aperta ai fini di un’operazione immobiliare che la signora D’Urso intendeva compiere in Costa Azzurra”. Questa operazione non si è poi concretizzata e la società è stata chiusa. Dai documenti dell’archivio Mossack Fonseca emerge che la Melrose street ltd è stata liquidata alla fine del 2014.

L'Espresso svelerà i nomi di cento italiani coinvolti in questa vicenda nel numero che sarà in edicola venerdì prossimo, 8 aprile 2016.

Barbara D'Urso ha diffidato L'Espresso e ha inviato questo comunicato stampa ai media attraverso i suoi legali:

"Lo Studio Legale Rucellai&Raffaelli di Milano, in persona dell’avv. Enrico Adriano Raffaelli, in nome e per conto della sig.ra Barbara d’Urso, rende noto quanto segue in relazione alle notizie diffuse da L’Espresso circa pretesi “affari offshore” della sig.ra d’Urso.

La sig.ra Barbara d’Urso, informata alcuni giorni fa dell’inchiesta condotta da L’Espresso, aveva diffidato formalmente a mezzo del proprio legale tale settimanale dal divulgare notizie che apparivano lacunose e gravemente lesive della sua immagine.

La sig.ra d’Urso, in particolare, nella lettera inviata aveva chiarito a L’Espresso che:

- la società in questione era stata aperta ai fini di un’operazione immobiliare che la Sig.ra d’Urso intendeva compiere all’estero;

- tale operazione non si era poi concretizzata;

- la società era conseguentemente sempre rimasta inattiva;

- la società era stata ufficialmente chiusa nel 2012.

Nella diffida si rilevava, pertanto, che la funzione cui era destinata la società e la non attualità dei fatti in questione rendeva del tutto illegittima sotto ogni profilo la loro divulgazione da parte del L’Espresso, vieppiù in un contesto in cui la posizione della sig.ra d’Urso sarebbe stata strumentalmente ed in modo suggestivo accostata a condotte totalmente diverse, attuali e molto gravi, se non persino illecite.

L’Espresso, a dispetto dei chiarimenti forniti dalla sig.ra D’Urso e della diffida inviata, non solo ha ritenuto di pubblicare la notizia, ma ha conferito alla stessa una particolare enfasi, qualificando suggestivamente nel titolo come “affari off-shore” quella che invece era, molto semplicemente, una società che non è stata mai operativa e che è stata chiusa da alcuni anni ufficialmente ed in piena trasparenza, tutte circostanze ben note all’Espresso e tuttavia volutamente ignorate al solo fine di diffondere una notizia mediaticamente appetibile.

In questa situazione la sig.ra d’Urso deve riservarsi ogni azione nelle competenti sedi per tutelare la propria immagine e vedere riaffermata la verità dei fatti rispetto al gravissimo danno arrecatole dalla condotta posta in essere da L’Espresso.

Avv. Enrico Adriano Raffaelli

Studio Legale Rucellai&Raffaelli"

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