Milano, 36 anni muore al Policlinico. Era incinta di due gemelli

Nurses walk in a corridor  on September 20, 2013 at Lens' hospital. AFP PHOTO PHILIPPE HUGUEN        (Photo credit should read PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

Claudia Bordoni (36 anni) è morta dopo una emorragia, presso la clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Insieme alla paziente, in stato stato interessante, sono morti i due feti che portava in grembo. Era alla ventiquattresima settimana di gestazione. Gli ostetrici e i ginecologi hanno tentato un cesareo d’urgenza quando la mamma era già andata in arresto cardiaco, ma non c'è stata nulla da fare.

Ora sarà l'autopsia a fare luce sulle cause del decesso. La famiglia, intanto, ha presentato un esposto in Procura, denunciando i tre ospedali che hanno seguito la donna nel corso della gestazione: il San Raffaele, la Mangiagalli e il nosocomio di Busto Arsizio.

La donna era originaria di Sondrio e viveva a Milano con il marito. Era rimasta incinta sei mesi fa, servendosi di una procedura di procreazione assistita. La scelta di avvalersi di tale procedura era maturata dopo vari tentativi di gravidanza andati a vuoto.

La gravidanza dei gemelli, si apprende da fonti giornalistiche, ha presentato molte criticità: nel corso della gestazione la Bordoni avrebbe avuto più di una minaccia di aborto. Tanto che era stata costretta ad un ricovero di una settimana a metà aprile. Poi lunedì ci sono stati nuovi problemi e la donna si è recata al pronto soccorso del San Raffaele. Qui è rimasta in osservazione per diverse ore. E, dopo essere stata vistata dai chirurghi e dagli ostetrici della struttura, era stata dimessa.

Due giorni dopo, la Bordoni è stata nuovamente ricoverata al pronto soccorso della Mangiagalli: accusava lancinanti dolori addominali. Qui è rimasta per 30 ore, ma giovedì mattina la situazione è precipitata, quando la donna ha iniziato a presentare segni di emorragia addominale e all’esofago. L'intervento di medici e infermieri è stato vano: alle 14 il cuore della paziente ha smesso di battere. E anche il successivo cesareo d'urgenza si è rivelato inutile. I feti sono stati estratti dal ventre materno già morti.

Il caso è ora nelle mani del pm della Procura di Milano Maura Ripamonti, che ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e ha dato il via libera all'autopsia. Alla Mangiagalli è stata avviata un’indagine interna.

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