Libia, Isis: a Sirte i jihadisti in difficoltà. "Costretti a vendere uova e polli in strada"

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La crisi economica che sta investendo la Libia tocca anche i jihadisti dell'Isis. Ora, nelle zone da loro controllate nel paese del Maghreb, sarebbero costretti a vendere polli e uova per le strade e avrebbero imposto nuove tasse alla popolazione.

A raccontarlo al Middle East Eye è un ex abitante della città di Sirte, Ali. Ecco cosa ha detto l'uomo alla testata online:

"Quando hanno preso il controllo di Sirte hanno sequestrato molte proprietà, tra cui fattorie, e alcune di queste sono delle grandi fattorie di allevamento di polli. I miei parenti mi hanno detto che i jihadisti dell'Isis si possono vedere per le strade nelle loro divise nere e con il volto coperto che vendono uova e polli. E i polli li vendono a poco, a uno o due dinari"

Ci sono anche altri segnali di difficoltà per gli affiliati allo Stato Islamico in Libia. I jihadisti avrebbero obbligato la popolazione a pagare nuove imposte e preteso il pagamento dell'affitto dai commercianti (anche nel caso in cui sono i proprietari dei loro negozi) e dai residenti. Racconta a riguardo Ali: "ci sono alcuni appartamenti di lusso sulla costa di Sirte, che erano di proprietà di Gheddafi, ma dove dal 2011 vive gente del luogo. E l'Isis è andato a chiedere l'affitto. Forse l'Isis ha bisogno di denaro o forse vuole che le persone abbandonino le abitazione perché non vogliono che qualcuno veda i movimenti al porto, da dove passano armi e munizioni".

C'è infine, secondo l'intervistato, un ultimo aspetto su cui riflettere. In alcune zone controllate dai fondamentalisti sono state reintrodotte le banconote dell'era Gheddafi: "il Daesh sta costringendo i commercianti ad accettare la vecchia valuta libica". Ricordiamo che a partire dal 2013, il dinar è stato progressivamente ritirato dalla circolazione dagli islamisti.

In Libia c'è una grave crisi di liquidità, con le banche che hanno limitato i prelievi. Tuttavia, nelle zone controllati dall'Isis, dove gli istituti di credito sono chiusi, la crisi è ancora più forte. "Gli abitanti stanno affrontando una crisi umanitaria e tutti dovrebbero andarsene, specialmente ora che ci è stato detto che la battaglia per riconquistare Sirte inizierà presto, ma alcune persone hanno un posto dove andare", ha detto Ali.

Evidenziamo che alcuni abitanti di Sirte hanno già lasciato la città. Nei giorni scorsi, l'esecutivo di unità nazionale, guidato del premier designato Fayez al Sarraj, ha annunciato la nascita di un "comando militare congiunto" per la liberazione della città. Tuttavia la fuga non è affatto semplice, visto i controlli capillari predisposti dai miliziani.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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