Reggio Emilia, i profughi protestano per la mensa e parte la polemica

Una trentina di profughi, ospitati dalla 'cooperativa Dimora D’Abramo', ha protestato in Questura per chiedere un diverso menù in mensa. Un assessore del PD ha risposto in stile leghista: "L’unica risposta che avrei dato ad una protesta del genere è un sonoro calcio nel culo, altro che delegati e dialogo"

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Lo scorso 27 aprile a Reggio Emilia una trentina di profughi, perlopiù pachistani, ospitati dalla cooperativa sociale Dimora D’Abramo, ha manifestato pacificamente davanti alla sede della Questura per chiedere dei cambiamenti nel menù della mensa della struttura che li ospita. Secondo quanto riportano le cronache, il problema sarebbe stato legato alla qualità del cibo e soprattutto la sua tipologia. I profughi hanno sostanzialmente chiesto che gli venisse proposto un menù differente, nel quale fosse presente cibo appartenente alla propria tradizione. La protesta è stata accolta ed è stato assunto un cuoco specializzato proprio in piatti africani e pachistani.

Polemica chiusa? Ovviamente no. Il 'commissario della Lega Nord reggiana', Matteo Melato, ha definito offensiva la richiesta accolta: "È uno schiaffo a tutti i cittadini reggiani che devono affrontare la crisi in silenzio dato che lo stato italiano per loro non prevede nulla. Persone che in teoria scappano dalla guerra non dovrebbero avere di questi problemi, anzi, dovrebbero ringraziare il Paese che li ospita". Dopo Melato ha parlato del caso anche Matteo Salvini utilizzando toni simili: "Decine di presunti profughi, ospiti da mesi (a spese nostre) della Cooperativa Dimora d’Abramo, hanno protestato a Reggio Emilia per la scarsa varietà del cibo e per la cottura della pasta. Tutti a casa loro subito, così mangiano quello che vogliono".

I succitati leghisti non sono stati però gli unici ad indignarsi per questa protesta perché anche Giacomo Bertani Pecorari, assessore alle Attività produttive di Quattro Castella, ha polemizzato attraverso i social: "È indegno leggere della protesta dei rifugiati ospiti della comunità reggiana per la presunta eccessiva cottura della pasta. Solo l’aver pensato ad una rimostranza simile, quando da mesi viene loro garantito un dignitoso vitto e alloggio, significa sputare sulla nostra generosa ospitalità. L’unica risposta che avrei dato ad una protesta del genere è un sonoro calcio nel culo, altro che delegati e dialogo".

Il Pd reggiano non ha apprezzato le parole di Bertani Pecorari, al quale ha replicato Lanfranco De Franco, consigliere comunale di Reggio Emilia e suo compagno di partito, sempre attraverso Facebook: "Non è ammissibile che per una presunta pasta scotta Reggio passi da ‘città delle persone’ a ‘città dei calci in culo’. Con le persone si parla, si spiega e se fanno richieste illegittime si può anche dar loro torto. Reggio ospita senza problemi 800 profughi e continuerà a farlo rispettando tutti. La violenza la lascio a Salvini e ai suoi seguaci, anche se questo fa perdere consenso fra chi ragiona con la pancia".

Anche Mirko Tutino, assessore alle Infrastrutture di Reggio Emilia, ha detto la sua: "La terminologia usata in questo post non ha nulla a che fare con la cultura democratica che contraddistingue questa terra e la forza politica che rappresenti. L’incontro avvenuto in questura era finalizzato a chiedere che gli alberghi, insieme agli altri soggetti rimborsati dallo Stato per gestire l’ospitalità, sostituiscano alcuni alimenti che non fanno parte della cultura dei paesi di provenienza di parte dei profughi. Interventi che non hanno alcun costo aggiuntivo e che rientrano in una prassi che da anni le amministrazioni comunali del nostro territorio hanno in tutte le nostre strutture (mense scolastiche, asili, centri di accoglienza ecc..). É un tratto di civiltà considerato normale in qualsiasi paese d’Europa e credo sia facilmente affrontabile senza prevedere calci nel sedere a nessuno. Mi aspetterei, da un amministratore pubblico che sa perfettamente il valore che ha un post su Facebook, un minimo di approfondimento sulla realtà. Prima di scrivere interventi di questo tipo”.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati (Foto di repertorio)

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