Festa della mamma: in Italia le madri sono sempre più anziane. E calano le nascite

Iraqi refugees Ahmad and Alia with baby Adam take a walk in Leeuwarden, The Netherlands, on December 9, 2015. After Ahmad and Alia survived a bomb attack in Baghdad in 2014, they decided to risk all and crossed the Aegean Sea this summer. Through seven countries in as many days at the peak of the migrant crisis, they slept rough in the Balkans, dodged arrest and handed smugglers their life savings - 9,000 euros (USD 10,000) - to have a chance at life in Europe.   / AFP / EMMANUEL DUNAND        (Photo credit should read EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)

Oggi, 8 maggio, è la Festa della mamma ed è opportuno riflettere su alcuni dati. Nel nostro paese, per ragioni culturali ed economiche, le madri sono sempre più anziane rispetto a pochi decenni fa, mentre si registra un calo demografico, con un numero di nuovi nati in decremento.

Diminuisce il numero medio di figli per donna. Come dicono i dati del ministero della Salute, siamo passati da 1,46 figli del 2010 all' 1,39 del 2013. L'età media delle mamme italiane intanto si è alzata, avvicinandosi ai 33 anni, mentre il numero complessivo delle nascite decresce, attestandosi a 512.327. Una nascita su 5 è riguardante madri di cittadinanza non italiana (in Emilia Romagna e Lombardia si arriva al 30%).

Segnaliamo che secondo una previsione dell'università Cattolica di Milano, il nostro paese rischia di perdere una "potenziale madre" ogni cinque. Ancora oggi sono circa 400 i neonati abbandonati ogni anno sul territorio nazionale, in 4 casi su 10 da mamme italiane.

Inoltre, il lavoro femminile in Italia è ancora al 46%, e al Sud le senza lavoro sono l'80%. Tutti dati che incidono negativamente sulle condizioni di maternità. Se a questo sommiamo i dati sulla disoccupazione giovanile anche tra gli uomini, o sui lavori precari, il quadro diventa preoccupante.

C'è una discrasia tra realtà e desiderio di maternità. Come evidenzia Barbara Mapelli, docente di Pedagogia delle differenze all'università Bicocca, "le ragazze i figli li vorrebbero, anche due o tre, ma nel nostro Paese è sempre più alta la distanza tra il desiderio di maternità e la possibilità di realizzarla". E aggiunge: "Le donne oggi vivono una contraddizione: da una parte la maternità è ostacolata da fattori oggettivi, dall'altra è enfatizzata all'estremo. Così, spesso, si finisce per rinunciare".

Naturalmente bisogna tenere in conto anche della carenza di welfare per le neo mamme e della diffidenza delle aziende nell'assumere donne che potrebbero chiedere permessi maternità. Senza contare che in Italia la richiesta di permessi paternità sono ancora pochi.

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