Egitto: otto poliziotti uccisi da un commando. Jihadisti rivendicano l'attacco

Egitto, Sinai

In Egitto, ad Helwan, a sud del Cairo, sono morti otto poliziotti, tra cui un ufficiale. Per il ministro dell’Interno egiziano Magdy Abdel Ghaffar, che ha dato la notizia sul suo profilo Facebook, si è trattato di un attentato. Quattro uomini in abiti civili sarebbero scesi da un pick up imbracciando armi automatiche. Dopo avere fermato l’auto su cui viaggiavano le forze dell'ordine, l’avrebbero crivellata di proiettili. Gli attentatori sono in fuga.

Lo Stato del Sinai, gruppo precedentemente noto Ansar Bait al Maqdis, prima dell'affiliazione allo Stato Islamico, ha rivendicato sul web la paternità dell'attacco: "Con l'aiuto di Dio, i soldati del califfo hanno attaccato un veicolo della polizia uccidendo otto rinnegati, tra cui il capitano di polizia Mohamed Hamed, vice capo investigatore di Helwan" (cit. Agi)

Ricordiamo che in Egitto è da tempo in corso una rivolta, principalmente nel Nord del Sinai, che ha causato la morte di centinaia di soldati e poliziotti dalla metà del 2013. In quell'anno il presidente Abdel Fattah al-Sisi salì al potere con un colpo di Stato.

La situazione nel Sinai è precipitata nel novembre del 2014. All'epoca al-Sisi fece evacuare 1500 famiglie, mentre le loro abitazioni furono rase al suolo. L'obiettivo, dopo una serie di attentati, era quello di creare una zona cuscinetto per separare la regione da Gaza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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