Turchia, abusi su 30 bambini nel campo profughi di Nizip

Almeno 30 bambini, tutti di età compresa tra 8 e 12 anni, sarebbero stati vittime di abusi per circa tre mesi all’interno del campo profughi di Nizip, in Turchia. A denunciare quanto accaduto è il quotidiano turco Birgun, secondo il quale il presunto pedofilo, impiegato nel campo come addetto alle pulizie, avrebbe già confessato le violenze e sarebbe al momento detenuto in attesa del processo.

Gli abusi sarebbero avvenuti tra il settembre del 2015 e i primi mesi del 2016. L’uomo, nella sua confessione, ha raccontato di aver adescato le sue giovani vittime, ospiti del campo profughi insieme alle loro famiglie, tutte in arrivo dalla Siria, offrendo loro in cambio pochi centesimi - fino a 1,5 euro ogni volta - e convincendoli a seguirlo nei bagni del campo, lontano dagli occhi indiscreti delle telecamere.

A denunciare l’accaduto sono state le famiglie di 8 delle almeno 30 giovani vittime, convinte da un militare che aveva notato l’uomo mentre portava alcuni bambini nell’area non coperta dalle telecamere di sorveglianza. Gli altri genitori, spaventati in un primo momento dalle conseguenze, si sono fatti avanti subito dopo e hanno confermato i racconti fatti dai loro figli.

L’uomo, dopo la sua confessione, è stato arrestato e sarà ora processato per le pesanti accuse che gli vengono contestate.

Il Campo di Nizip, capace di ospitare fino a 14 mila rifugiati, è lo stesso visitato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel il 23 aprile scorso, accompagnata dal primo ministro turco Ahmet Davutoğlu.

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