Yemen, Onu: "oltre 7 milioni a rischio fame"

Il direttore delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, John Ging, di ritorno dallo Yemen, lancia l'allarme. Circa 7,6 milioni di persone sono a "un passo dalla fame", ha detto di ritorno dalla sua missione nel paese mediorientale. Non solo la guerra incide sull'emergenza carestia, ma anche la scarsa attenzione della comunità internazionale, che non ha mantenuto i suoi impegni.

L’appello dell’Onu per lo Yemen non ha ricevuto l'udienza necessaria. Ging ha evidenziato che sono arrivati, fino ad oggi, solo il 16% degli 1,8 miliardi di aiuti che avrebbero dovuto essere destinati a 13 milioni di yemeniti. Questo scioccante calo degli aiuti giunge quando è estremamente urgente reperire cibo, acqua potabile e medicine per una popolazione ormai allo stremo.

Intanto sul fronte del dialogo tra le parti in conflitto, la trattativa sembra essersi arenata. Ieri, 17 maggio, il ministro degli Esteri yemenita ha annunciato lo sospensione dei colloqui di pace, che si svolgono in Kuwait tra il governo, appoggiato dalla coalizione internazionale capeggiata da Washington e Riad, e i ribelli sciiti houthi.

Amnesty International, per parte sua, ha diffuso oggi un nuovo rapporto sullo Yemen, nel quale accusa il gruppo armato huthi di aver arrestato in massa oppositori (anche attraverso delle sparizioni forzate). La stessa ong ha denunciato in passato violazioni dei diritti umani da parte dell'esercito saudita e forniture di armi illegali alla coalizione filo-governativa (puntando il dito anche contro l'Italia).

La guerra civile yemenita (dati del gennaio 2016) ha prodotto circa 6 mila morti e più di 1 milione di sfollati. Inoltre, oltre 20 milioni non hanno accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici. Molte strutture mediche sono state distrutte. Altre hanno dovuto chiudere per carenza di medicinali e di carburante per i generatori.

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