Global Slavery Index: "nel mondo ci sono 45 milioni di schiavi"

SONGKHLA, THAILAND - FEBRUARY 2:  A worker rests on some seafood containers at the fishing port in Songkhla on February 2, 2016. Around 100 people have been arrested by authorities in a recent crackdown on abuses involving Thailand's multi-billion dollar seafood industry.  The deep-rooted problem caused  the huge global brand, Nestle in 2015 to admit that  it had discovered clear evidence of slavery at sea in parts of the Thai supply chain. Thailand  is the world's third largest exporter of seafood.  (Photo by Paula Bronstein/ Getty Images )

Oggi è uscito il Global Slavery Index, presentato dalla Walk Free Foundation. Il rapporto annuale traccia un quadro allarmante per quanto riguarda la schiavitù moderna, categoria nella quale rientrano persone in situazioni lavorative di sfruttamento, nati in stato di servitù, schiave sessuali, bambini-soldato. Nel 2015, il numero degli schiavi è salito a 45,8 milioni, mentre l'anno precedente era di 35,8 milioni.

Ad avere il primato di schiavi moderni è l'India con 18,3 milioni (1,4 % della popolazione del paese). Ma la Corea del Nord risulta la prima nazione in termini di concentrazione. Si pensa che ci sia uno schiavo ogni 20 persone (il 4,4% su un totale di 25 milioni di abitanti).

Al secondo posto della classifca, in termini assoluti, c'è la Cina, con 3,4 milioni di schiavi, al terzo il Pakistan, con 2,1 milioni. Ma, attenzione, una schiavitù a bassa intensità è presente anche all'interno dell'Unione Europea, sebbene questa abbia il più basso livello di diffusione regionale. In Polonia, ad esempio, si contano 181 mila schiavi e 121 mila in Italia.

Andrew Forrest, fondatore e presidente della Free Walk Foundation, ha detto che l'aumento di quasi il 30 per cento di schiavi è dovuto ad una migliore raccolta dei dati, ma le grandi migrazioni globali amplificano il problema. Ora, per il filantropo australiano e magnate del settore minerario è il momento di trovare delle soluzioni.

A tale riguardo, all'agenzia Reuters, ha detto: "Abbiamo bisogno di chiarire che non possiamo più tollerare la schiavitù. E quando un regime pratica la schiavitù dobbiamo avere il coraggio di rompere le relazioni commerciali". Il presidente della Free Walk Foundation ha aggiunto che lo sfruttamento è un fenomeno politico che può essere abbattuto con interventi concreti. E per questa ragione ha lanciato un appello ai governi delle principali economie del mondo:

"Sradicare la schiavitù è giusto moralmente, politicamente, da un punto di vista logico ed economico. Attraverso un uso responsabile del potere, della forza di convinzione, della volontà collettiva, possiamo portare il mondo verso la fine della schiavitù"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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