Messico, sei morti e oltre 100 feriti durante una protesta degli insegnanti


È di sei morti e oltre cento feriti il bilancio degli scontri avvenuti nel sud del Messico fra i manifestanti del mondo scolastico e la Polizia locale.

Gli incidenti si sono verificati quando la Polizia messicana ha tentato di eliminare la barricata costruita dai rappresentanti del sindacato CNTE (Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell'Educazione) che da una settimana interrompeva la circolazione di Asuncion Nochixtlan, la cittadina dello stato di Oaxaca.

La protesta degli insegnanti dura da oltre un mese: si protesta contro la riforma voluta dal presidente che prevede un sistema di valutazione e di remunerazione fortemente contestato dai docenti. Secondo il CNTE obiettivo della riforma è l’approvazione di licenziamenti in massa.

Le manifestazioni si sono intensificate nell’ultimo mese, ma sono decenni che gli insegnanti protestano chiedendo il miglioramento delle proprie condizioni lavorative.

I docenti hanno chiesto al ministro dell’Istruzione di aprire un negoziato per valutare alternative a questa riforma, ma il governo, finora, ha negato qualsiasi forma di dialogo.

Le sei vittime sono tutte civili, ha detto il segretario per la pubblica sicurezza di Oaxaca Alberto Ruiz Martinez. Altri 55 agenti federali e statali sono stati feriti, otto da colpi di arma da fuoco, i civili feriti sono almeno 53.

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