Birmania e Cambogia, tonnellate di droga in fiamme in piazza - FOTO

In occasione della Giornata mondiale contro la droga, ieri in Birmania e Cambogia, due dei principali produttori di oppio al Mondo, si è celebrata la continua e costante lotta alla droga dei governi locali dei falò simbolici che hanno letteralmente mandato in fumo chili e chili di droga sequestrata in diverse operazioni antidroga negli ultimi mesi.

In Cambogia si è scelto di tenere l’evento nella Capitale, a Phnom Penh, dove un grosso falò ha visto andare in fumo 67.4 chilogrammi di metanfetamine, 1.5 tonnellate di marijuana, 1.5 kg di olio di marijuana e 350 grammi di eroina.

Nel corso di questi primi mesi del 2016, secondo i dati ufficiali del governo di Phnom Penh sono stati condotte 156 operazioni antidroga e oltre 500 persone sono finite in manette. La droga bruciata ieri, frutto di tre diverse operazioni di polizia, avrebbe fruttato ai narcotrafficanti oltre 50 milioni di euro.

Allo stesso modo, in maniera simbolica, anche in Birmania è accaduto lo stesso: le autorità hanno dato fuoco a oltre 60 milioni di euro di droga sequestrata nel corso degli ultimi mesi, bruciando in piazza mezza tonnellata di oppio, 80 chilogrammi di metanfetamine e 10 milioni di pillole di vario genere.

La Birmania, ad oggi, secondo i dati delle Nazioni Unite è ancora il secondo più grande produttore mondiale di oppio, da cui si ricava anche l’eroina. La politica e attivista Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato della Birmania e attuale Ministro degli Affari Esteri, nonché Premio Nobel per la Pace nel 1991, ha spiegato:

Nelle aree più rurali e remote molte persone vivono della coltivazione dell’oppio e del traffico di sostanze stupefacenti. Quando avremo maggiore sviluppo e successo nel processo locale di pace, il processo di controllo antidroga verrà rafforzato.

Il falò di droga in Birmania - 26 giugno 2016

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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