Incidente treno Puglia: le parole del capostazione di Andria e il terzo treno

Continuano le indagini sull'incidente di treno in Puglia. Tra le tre persone indagate c'è anche V.P., il capostazione di Andria, che ieri è stato sospeso dal servizio dopo 24 anni di lavoro alle ferrovie Bari Nord.

Oggi Repubblica, Corriere e La Stampa propongono le parole strappate al capostazione: "L'ho alzata la paletta, certo che l’ho alzata. Ho dato io il via. Ma non è solo colpa mia. C’era confusione, i treni erano in ritardo. Adesso tutti mi buttano la croce addosso, ma la vera vittima sono io".

L'uomo "è distrutto"
, dice la famiglia. Gli amici ricordano che "è una persona per bene e un gran lavoratore". La moglie, che era appena tornata da Medjugorje, dice: "Stiamo soffrendo, quelle immagini sono inaccettabili, tutto quel dolore, quello che è accaduto è incredibile. Ma non è pensabile dare la colpa di quello che è successo soltanto a un errore umano. Non è così".

"Non sapevo che da Corato stesse arrivando un altro treno, per questo ho dato il via libera", queste sarebbero state le prime dichiarazioni del capostazione di Andria. Un nuovo elemento delle indagini potrebbe essere proprio quello relativo all' "altro treno": per rimediare a problemi di ritardi, la società aveva deciso di far circolare quel giorno un terzo treno a quell'ora su quella tratta. È molto probabile che il capostazione abbia pensato che quel treno aggiuntivo fosse in realtà il secondo treno, dando così il via libera.

Scrive La Stampa:

"Quando ad Andria passa e riparte il secondo treno, il capostazione pensa che la linea nel tratto a binario unico sia libera. Esce sulla banchina, alza la paletta verde, fischia. Chissà quante altre volte ha compiuto quello stesso gesto nella sua vita. Ma martedì mattina il secondo treno era quello aggiuntivo e si era sovrapposto all’orario della giornata abituale, per una serie assurda di circostanze".

Al momento appare chiaro l'errore umano, ma solo le indagini potranno chiarire tutte le responsabilità di un incidente nato dall'equivoco del terzo convoglio sulla linea e da una serie di comunicazioni mancate.

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