Somalia, attacco Shebab a un hotel di Mogadiscio

Un attentatore suicida del gruppo islamista somalo al-Shabaab al volante di un camion bomba ha colpito un albergo della capitale somala Mogadiscio, nella zona vicino al palazzo presidenziale: secondo l'ultimo bilancio fornito dalle autorità somale i morti sarebbero 21 ma il rapido aggiornamento delle notizie lascia intendere che l'attentato possa aver mietuto ancora più vittime. I feriti al momento sono almeno 23 persone.

L’attacco è stato rivendicato dagli Al Shabaab, ex signori della guerra somali convertitisi in gruppo islamista ed affiliatisi ad al-Qaeda, tramite radio Andalus, la voce della loro propaganda. Tra le vittime vi sarebbero anche delle guardie di sicurezza: il kamikaze alla guida dell'autobomba ha infatti forzato un posto di blocco a protezione dell'albergo prima di far esplodere il veicolo. La deflagrazione ha sventrato un'ala dell'albergo, che era già stato attaccato due volte in precedenza, nello scorso febbraio e nel gennaio del 2015.

Le forze di sicurezza dispiegate nella zona hanno tentato di fermare l'auto e hanno aperto il fuoco, ma l’uomo che era alla guida è riuscito a superare diversi checkpoint prima di farsi esplodere davanti all’hotel

ha dichiarato Mohamed Hassan, ufficiale della sicurezza somala, mentre Mohamed Ali Haga, ministro della Difesa, ha dichiarato alla radio di Mogadiscio di essere rimasto lievemente ferito nell’attacco insieme ad altri due ministri e ad alcuni parlamentari e funzionari governativi.

L'albergo è normalmente frequentato da diplomatici, funzionari governativi e capi di Stato in visita a Mogadiscio e l'esplosione ha danneggiato gravemente la struttura di cemento armato. Smentendo le prime notizie confuse un testimone oculare ha raccontato alla BBC somala che non vi erano uomini armati presenti in hotel.

L'offensiva di al-Shabaab in Somalia vede una nuova forza, almeno negli ultimi mesi: solo pochi giorni fa, giovedì 25 agosto, un'autobomba era esplosa nei pressi di un ristorante sulla spiaggia di Lido Beach, a Mogadiscio, ma gli attacchi ad hotel e centri nevralgici della capitale nell'ultimo anno sono stati numerosi, così come gli scontri a fuoco diretti con la forza multinazionale presente in Somalia.

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