Incidente ferroviario Puglia: chiesti i biglietti per il risarcimento a feriti e parenti delle vittime

Lo scontro ferroviario è avvenuto il 12 luglio scorso sulla linea Andria-Corato

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Sono passati due mesi dal terribile incidente ferroviario avvenuto sulla linea Andria-Corato. Alle 11.30 dello scorso 12 luglio, lo scontro di due locomotori finiti, a causa di un errore umano, sugli stessi binari ha provocato 23 morti e oltre 50 feriti.

Ora, a due mesi da quella tragedia, sta iniziando l’iter per il risarcimento dovuto ai parenti delle vittime e ai feriti. Per attivare la procedura, però, occorre allegare alla documentazione richiesta anche il biglietto. Ferrotramviaria, infatti, richiede ai parenti e alle persone rimaste ferite di consegnare il titolo di viaggio come prova della propria presenza sui treni incidentati.

Insomma i feriti trasportati in ospedale avrebbero dovuto avere cura di conservare il biglietto, mentre i parenti delle vittime avrebbero dovuto recuperare dalle lamiere dei treni distrutti il biglietto del parente appena deceduto.

La richiesta fatta da Ferrotramviaria è stata denunciata negli scorsi giorni dalle persone che hanno provato a presentare la domanda di risarcimento: nella risposta ricevuta dalla società Spada che segue gli aspetti assicurativi della vicenda vi è, appunto, la richiesta del titolo di viaggio. La società ferroviaria si chiama fuori dalle vicenda rimandando alla compagnia assicurativa ogni addebito.

Sembra che la richiesta faccia seguito ad alcuni eventi di sciacallaggio. Nei giorni successivi all’incidente, infatti, alcune persone che non viaggiavano sui treni della linea Andria-Corato si sarebbero recate negli ospedali pugliesi per farsi refertare ferite procurate durante l’incidente.

La società di assicurazioni Spada ha smentito che la presentazione del titolo di viaggio sia una condicio sine qua non per portare avanti l’iter per il risarcimento. I passeggeri sprovvisti di biglietto e i parenti delle persone decedute potranno comprovare la presenza sui convogli ferroviari con certificati di ricovero, primo soccorso sul posto e assistenza medica.

Via | Repubblica

Foto | Vigili del Fuoco

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