Napoli, San Gennaro 2016: si rinnova il miracolo. Ma perché succede?

Si è rinnovato, a Napoli, il miracolo di San Gennaro: alle 10.38 di oggi, nella Duomo del capoluogo campano, il sangue del santo si è liquefatto e nell'ampolla tenuta in mano dall'arcivescovo della città, il cardinale Crescenzio Sepe, la cittadinanza ha potuto osservare il liquido rossastro cambiare forma, come accade ogni anno nel giorno della celebrazione della festività del santo patrono partenopeo e campano.

Tradizione popolare vuole infatti che se il sangue del santo non si scioglie per Napoli sono in arrivo grandi tragedie e catastrofi: l'ultima volta che il sangue rimase solido il capoluogo campano fu colpito da una brutta epidemia di colera. Erano gli anni Sessanta.

Il "prodigio" di oggi è stato salutato dallo sventolio di un fazzoletto bianco da parte di un nobile della Congregazione del Tesoro del Sangue di San Gennaro, che rappresenta la cittadinanza: il santo, infatti, e il suo tesoro appartengono a Napoli e al popolo napoletano e non alla Curia. Quando il cardinale Sepe ha portato sull'altare maggiore del Duomo le sacre ampolle il sangue era già sciolto ma il porporato ha dato l'annuncio tanto atteso soltanto a celebrazione eucaristica iniziata.

Una grande folla, come sempre, si è radunata davanti alla Cattedrale: donne, uomini e bambini che invocano (e insultano) il santo, timorosi di dover temere qualche disgrazia in caso di mancato "miracolo":

"San Gennaro è una figura storica e lo sappiamo. Però vorrei parlare delle emozioni che dà, che solamente un napoletano può capire. È un qualcosa di divino, di soprannaturale che non si può spiegare. È una cosa bellissima [...] Il miracolo di San Gennaro significa tutto, una rinascita, è una cosa grande"

sono le voci raccolte dalla città di Napoli questa mattina. Come abbiamo scritto anche negli anni passati, riportando un articolo pubblicato nel 1991 sulla più prestigiosa rivista scientifica del mondo, Nature, il "miracolo" potrebbe essere scientificamente spiegabile grazie al fenomeno della "tissotropia": secondo i ricercatori italiani Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini e Sergio Della Sala, tutti membri del Cicap, il Comitato italiano di controllo delle affermazioni sul paranormale, quello nelle ampolle non sarebbe sangue umano ma un metallo tissotropico, in grado cioè di cambiare forma se agitato o mosso (esattamente il gesto che tradizionalmente il cardinale di Napoli deve compiere di fronte ai fedeli).

Sono state effettuate due analisi spettroscopiche, una nel 1902 e l'altra nel 1989, che tuttavia non hanno avuto riscontri: la Curia infatti non ha mai consentito a gruppi di ricercatori e scienziati super-partes di esaminare il contento dell'ampolla.

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