Rwanda, sangue e aiuti arrivano con il drone

I droni-corrieri sono stati realizzati dalla californiana Zipline

In Rwanda è partito un progetto che prevede l’utilizzo di droni per trasportare aiuti e medicinali anche nelle aree più difficili da raggiungere, in modo da abbattere tempi e costi. Questo innovativo metodo di trasporto punta a migliorare il sistema delle cure mediche e lo stanno già sperimentando 21 cliniche per far arrivare sacche di sangue ad alcune zone occidentali del Paese.

Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, il Rwanda è uno dei Paesi con il più alto tasso di mortalità materna, si muore spesso di emorragie dopo il parto, a causa della mancanza di sangue per le trasfusioni. Il territorio, collinoso e con strade spesso inagibili a causa delle frequenti piogge, non facilita gli spostamenti rapidi quindi l'ausilio dei droni potrebbe essere fondamentale, "vitale" in molti casi.

“Questo è un prodotto d'urgenza, l'80% serve a gente che ne ha davvero bisogno, come mamme e bambini. La sfida con il sangue è che non dura a lungo, e ce ne sono tanti tipi, quindi è davvero difficile sapere quale mandare e dove sono le urgenze. E' un bene così prezioso che non si può solo immagazzinare in un singolo centro medico, ma bisogna capire bene dove inviarlo”,

spiega Keller Rinaudo, a capo dell'azienda Zipline, con base in California, che ha disegnato i droni.

I droni in questione assomigliano a piccoli aerei, funzionano a batteria con un'autonomia di circa 150 km, pesano 13 chili e possono trasportare un carico di circa un chilo e mezzo, che corrisponde a circa tre sacche di sangue. Volando a 70km all'ora si calcola che ogni drone possa effettuare 150 consegne al giorno.

Via | Askanews

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