Treviso: imprenditore romeno si uccide per i troppi debiti

L'uomo, un ex albergatore e attualmente ristoratore, era stato contestato nei giorni scorsi per aver aderito ad un bando della prefettura per ospitare dei profughi

Un imprenditore romeno di 50 anni si è suicidato a Motta di Livenza, piccolo comune di 11mila abitanti in provincia di Treviso. L'uomo si è tolto la vita giovedì pomeriggio all'interno della sua pizzeria 'La Fenice', inaugurata solo lo scorso 26 settembre in alcuni dei locali di sua proprietà dell'ex albergo e ristorante "Dalle Nogare". Proprio nei locali dell'ex albergo da lunedì scorso ospitava 16 profughi dopo aver aderito ad un bando della prefettura. L'uomo si trovava in difficoltà economiche ed aveva anche chiesto - senza successo - un anticipo sui rimborsi alla cooperativa con la quale collaborava per la gestione dei 16 richiedenti asilo.

Il giorno precedente al suo suicidio l'uomo si era reso conto di dover attendere anche alcuni mesi prima di ricevere i rimborsi da parte dello Stato per il suo servizio di ospitalità dei succitati profughi. Proprio la sua decisione di ospitare i richiedenti asilo aveva scatenato la protesta di alcuni concittadini nella giornata di martedì; 200 persone avevano infatti partecipato ad un sit-in organizzato davanti alla sua attività per protestare contro la sua decisione.

Probabilmente anche questo sit-in di protesta potrebbe aver fatto sprofondare l'uomo nella disperazione più assoluta, visto che la sua nuova attività di ristorazione sarebbe stata probabilmente boicottata da molti potenziali clienti.

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