Migranti: 239 nuovi dispersi in mare. Amnesty accusa l'Italia: espulsioni illegali e violenze

L'ennesima tragedia legata al fenomeno migratorio parla di almeno 239 persone disperse dopo il naufragio di due barconi al largo delle coste libiche avvenuto nelle scorse ore. A dare la notizia è Carlotta Sami, portavoce dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) con un tweet. I naufragi sono stati confermati da due sopravvissuti che ora si trovano a Lampedusa, secondo quanto riferito dalla Sami.

E proprio oggi è stato diffuso il report di Amnesty International che punta il dito sulle gestione del fenomeno migratorio da parte del governo italiano: "L'approccio hotspot compromette il diritto di chiedere asilo" si legge nel rapporto "Hotspot Italia: come le politiche dell'Unione europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti".

Secondo Amnesty infatti il cosiddetto "approccio hotspot" voluto dall'Ue per identificare i migranti e rifugiati all'arrivo compromette e ha compromesso il loro diritto a chiedere asilo oltre a causare "agghiaccianti episodi di violenza". Amnesty International sostiene di aver raccolto testimonianze di pestaggi, anche con manganelli elettrici e casi di umiliazione a sfondo sessuale.

L'approccio nei confronti dei migranti promosso dall'Europa secondo il rapporto avrebbe dato luogo a detenzioni arbitrarie, espulsioni illegali e maltrattamenti. Il governo italiano rigetta le accuse e attraverso il Viminale fa sapere che l'accusa relativa al fatto che "le forze di polizia operino violenza sui migranti è totalmente falso. Sono rimasto sconcertato nel leggere queste cretinaggini" dice il prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento immigrazione del Viminale. "Amnesty costruisce i suoi rapporti a Londra, non in Italia" ha aggiunto il prefetto.

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