Saronno, almeno 30 i decessi sospetti al Pronto Soccorso

Sono almeno una trentina i decessi sospetti avvenuti al Pronto soccorso di Saronno su cui gli inquirenti indagheranno nelle prossime settimane: secondo la tesi della procura il responsabile potrebbe essere il dottor Leonardo Cazzaniga, 60 anni, arretato con l'accusa di omicidio. Il medico, attraverso la somministrazione in dosi eccessive di farmaci, in particolare anestetici e sedativi, avrebbe provocato la morte di almeno quattro pazienti arrivati al Pronto soccorso con patologie gravi, ma non in imminente pericolo di vita.

Carte e intercettazioni che proverebbero la sua colpevolezza: secondo quanto riporta Askanews le cartelle cliniche e i dati di accesso all'ospedale di pazienti che durante il loro ricovero hanno avuto a che fare con Cazzaniga sono stati sequestrati durante le perquisizioni nella struttura sanitaria. Una mole enorme di documenti e dati, si parla di almeno 4 hard disk, che ora dovranno essere vagliati dagli inquirenti. Nel corso delle indagini verranno contattati come testimoni anche i parenti dei pazienti considerati possibili vittime del dottore.

Il medico in un delirio di onnipotenza, che secondo quanto risulta dalle carte dell'ordinanza lo portava a dire "io sono Dio", sono "l'angelo della morte", si arrogava il diritto di decidere chi erano i pazienti che potevano vivere e chi invece doveva morire. Su di lui pende anche l'accusa di aver aiutato l'amante, la 40enne Laura Taroni, infermiera nello stesso ospedale, ad uccidere il marito avvelenato nel corso di mesi con i farmaci. Anche la donna è finita in carcere.

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