Igor Diana morto suicida in carcere: aveva ucciso i genitori nel sonno

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Igor Diana, il 28enne che lo scorso maggio era stato arrestato e aveva confessato l'efferato omicidio dei genitori, è morto suicida nel carcere di Cagliari-Uta: si è tolto la vita di notte, in cella, impiccandosi come tantissimi altri detenuti. Inutili i tentativi di rianimarlo.

Il giovane ha utilizzato le stringhe delle scarpe per creare una fune improvvisata da legare alle sbarre della finestra. L'accaduto è stato così commentato da Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme":

"La disperazione, un incolmabile senso di umana solitudine, l'angoscia per un futuro senza prospettive, l'ansia di dover dare risposte. Il suicidio in carcere di un ragazzo di 28 anni, padre di una bimba, lascia tutti interdetti. Non ci sono parole che possano essere utili per spiegarlo. Né possono rendere meno amara la notizia i probabili sensi di colpa. Occorre riflettere molto se la privazione della libertà in una struttura penitenziaria sia la soluzione migliore davanti a un pur gravissimo reato. [...] Nella serata di ieri un altro detenuto ha tentato di togliersi la vita. Ieri il pronto intervento degli Agenti della Polizia Penitenziaria, degli Infermieri e del Medico di turno hanno scongiurato il peggio. Oggi purtroppo non è stato possibile."

Il suo avvocato ha chiesto più volte gli arresti domiciliari perchè "Igor è incompatibile con la vita in carcere".

Diana era in carcere dal maggio scorso, dopo essere stato arrestato in seguito ad un rocambolesco inseguimento da parte delle forze dell'ordine: i cadaveri dei genitori erano stati rinvenuti lo scorso 11 maggio nella loro abitazione, una villetta indipendente di Settimo San Pietro, in provincia di Cagliari. Sui corpi di Giuseppe Diana, 67 anni, ex chef poi impegnato nel volontariato, e Luciana Corgiolu, 62 anni, erano stati riscontrati segni di bastonate e coltellate.

Il delitto era stato commesso nella notte tra l'8 e il 9 maggio quando Diana, per sua stessa ammissione, si era alzato con un "impulso irresistibile a uccidere", secondo quanto avrebbe egli stesso confessato successivamente. I sospetti erano immediatamente caduti sui due figli, entrambi adottivi, della coppia: il primo si era reso immediatamente reperibile, è un militare ed era impegnato in un'esercitazione, mentre il secondo sembrava scomparso nel nulla. Un elicottero dei Carabinieri impegnato nelle ricerche lo rintracciò mentre percorreva la Statale 293 a bordo del pick-up del padre, nei pressi di un piccolo paese del Sulcis in cui la famiglia aveva una casa. L'inseguimento era sfociato in un conflitto a fuoco, Igor Diana aveva sparato alle forze dell'ordi che avevano però risposto al fuoco, ferendolo a un braccio.

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