La prima combattente italiana dello Stato Islamico condannata a 9 anni

La foreign fighter Maria Giulia Sergio abbandonò l'Italia nel 2014 per andare a combattere in Siria.

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Nel 2014, Maria Giulia Sergio lasciò il suo paese di Inzago, est di Milano, per volare in Siria e da lì unirsi alle forze dello Stato Islamico, usando il nome di battaglia di Fatima. Da allora, di lei, si sono perse le tracce, ma è rimasta la memoria della prima foreign fighter italiana anche per origini familiari.

La donna è stata condannata a nove anni di carcere dalla Corte d'Assise di Milano: è la prima italiana anche a venir condannata per terrorismo internazionale. Condannati anche il marito della donna, l'albanese Aldo Kobuzi, a 10 anni di carcere, il padre Sergio Sergio (4 anni) e la presunta indottrinatrice e reclutatrice di Fatima, l'albanese Burshra Haik (9 anni).

Gli imputati di origine albanese dovranno lasciare l'Italia dopo aver scontato la pena, anche se solo il padre, tra tutti, finirà effettivamente in carcere, visto che gli altri risultano tutti latitanti.

Nel luglio 2015, Fatima era anche riuscita a parlare con il Corriere della Sera, a cui aveva detto: "Qui decapitiamo in nome di Allah e decapitiamo solo ladri e quelli che agiscono come spie contro lo Stato Islamico".

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