Anis Amri voleva tornare in Sicilia? Le indagini a Palermo sulla permanenza in carcere

Si continua a indagare su Anis Amri, il tunisino ricercato per la strage di Berlino e ucciso dalla polizia italiana in uno scontro a fuoco a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.

Tra i tanti punti ancora oscuri, quello del viaggio che ha condotto Amri da Berlino a Sesto San Giovanni, passando per la Francia. Perché l'uomo si era fermato nel milanese? Qual era la sua destinazione?

Molti elementi fanno pensare che il tunisino volesse raggiungere la Sicilia. Amri è stato detenuto nelle carceri siciliane dal 2011 e il 2015, possibile dunque che lì avesse contatti e coperture.

Oggi Il Messaggero scrive che si sta investigando sul documento falso che era stato trovato in tasca al giovane in un controllo avvenuto in Germania qualche settimana prima della strage di Berlino. "Il permesso di soggiorno era falso e, da pochi giorni, si sa che molto probabilmente era stato falsificato a Palermo", scrive il giornale.

Ecco dunque l'ipotesi di un viaggio di più tappe verso la Sicilia: "Una delle ipotesi più accreditate è che proprio in Sicilia, l'attentatore di Berlino volesse tornare, magari dopo aver passato qualche tempo nascosto nel nord o centro Italia (qui ha di certo qualche vecchio amico) in attesa che le acque si calmassero. La Sicilia avrebbe potuto essere una buona base anche per provare a tornare a casa, ovviamente tra qualche tempo".

Intanto proprio dalla Sicilia è partita una nuova indagine: la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo di "atti relativi" per verificare il comportamento di Anis Amri durante la sua permanenza nelle carceri siciliane. Repubblica riporta che "durante la detenzione sono stati numerosi gli episodi di violenza che hanno provocato richiami del direttore del carcere e l'esclusione dall'attività in comune con altri detenuti. In tutto i documenti ne certificano 12".

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