Tupolev del coro dell'Armata Rossa: ritrovata la scatola nera

Gli investigatori russi hanno rinvenuto la scatola nera del Tupolev caduto nel Mar Nero, di fronte alla città russa di Sochi, il giorno di Natale con a bordo tutti e 92 i membri del coro dell'Armata Rossa.

Grazie all'incessante lavoro le autorità russe hanno recuperato questa mattina la principale scatola nera del Tupolev, assieme a diversi pezzi di fusoliera che ad una prima analisi escluderebbero l'ipotesi di un attentato: secondo gli esperti i dati provenienti dal registratore di volo parametrico sono in buone condizioni e possono essere estratti entro la fine della settimana. Il ritrovamento della scatola nera è avvenuto a una distanza di 1.600 metri dalla riva, ad una profondità di 17 metri; ora verrà analizzata all'Istituto centrale di ricerca a Lyubertsy.

Come riferisce Askanews nel frattempo l'attività subacquea non si interrompe, nonostante le condizioni meteo in deterioramento. Gli specialisti russi del ministero delle Emergenze, tramite sonar a scansione laterale, stanno esaminando la zona sud dello schianto. In 70 immersioni sono stati rinvenuti grandi frammenti della fusoliera del Tu-154, sprofondato nelle acque al largo di Sochi. Mentre è stato già scandagliato il 100% della superficie del mare, dove è avvenuto lo schianto.

La tragedia aerea non è però ancora metabolizzata dalla società russa. 64 delle vittime erano membri del Coro dell'Armata Rossa, che doveva celebrare il nuovo anno con le truppe russe in Siria. Mosca, dopo la giornata di lutto nazionale, è come sprofondata in un abisso di tristezza e sgomento. Per quanto riguarda le cause dello schianto, la versione principale è considerata un guasto tecnico. In prima battuta il ministero della Difesa ha escluso categoricamente l'ipotesi di un attentato terroristico, che però talora rispunta come un fantasma.

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