La prima pilota afgana chiede asilo agli USA

Niloofar Rahmani è la prima donna pilota di velivoli ad ala fissa afgana e in questi giorni è diventata famosa in tutto il mondo per aver letteralmente disertato al termine del suo addestramento, 15 mesi negli USA, ed ha chiesto asilo politico proprio agli Stati Uniti dopo aver dichiarato di aver ricevuto minacce di morte dai talebani. La notizia che sta facendo molto discutere, in questi giorni, e ha mandato letteralmente su tutte le furie anche i vertici dell'aviazione afgana, che hanno chiesto di respingere l'istanza perché l'ufficiale avrebbe mentito.

Secondo quanto ha ricostruito Askanews, nel 2013 il capitano Rahmani aveva completato l'addestramento negli Stati Uniti coronando il sogno di diventare un pilota d'aereo. Il suo legale, la celebre avvocatessa Kimberly Motley, ha dichiarato che la pilota 25enne, avrebbe ricevuto numerose minacce dai talebani e tante critiche anche dal governo e dai militari in particolare.

"In Afghanistan vivrebbe costantemente nel timore per la propria sicurezza"

Già nel 2015, in un'intervista rilasciata all'Afp, il capitano Rahmani aveva dichiarato di portare sempre con sé la sua pistola e di non lasciare mai in uniforme la sua base in Afghanistan per paura di ritorsioni. Di recente, dopo un periodo di lavoro come pilota di Cessna 208 da trasporto in Afghanistan, era tornata negli Stati Uniti per transitare sui C-130 e diventare istruttrice per ispirare altre donne afgane. Ha completato il suo addestramento in Arkansas, Florida e Texas nei primi giorni di dicembre 2016, subito prima della richiesta d'asilo.

Nel 2015, per la sua forza ispiratrice per tutte le donne afgane, il capitano Rahmani è stata insignita anche del "Women of Courage award" dal Dipartimento di Stato americano e la stessa first lady, Michelle Obama ha elogiato il suo coraggio.

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