Armi da guerra a Libia e Iran: arrestati 3 italiani - Video

Avrebbero venduto eliambulanze in Iran e Libia che poi venivano trasformate in elicotteri da guerra oltre a trafficare in armi da guerra come fucili d'assalto, missili terra-aria e anticarro prodotti dai paesi dell'ex Unione sovietica.

Con queste accuse quatto persone sono state fermate dalla Guardia di Finanza di Venezia e di altri comandi territoriali nel corso dell'indagine "Italian Job" contro il traffico internazionale di armi e di materiale dual use, di produzione straniera. Le misure cautelari sono state richieste della Dda di Napoli.

Tre degli ordini restrittivi, a carico di altrettanti cittadini italiani, sono stati eseguiti, mentre una terza persona di nazionalità libica risulta irreperibile. Tra gli arrestati, come riferisce AskaNews, ci sono l'amministratore della Società Romana Elicotteri e altri due persone, marito e moglie residenti a San Giorgio a Cremano (Napoli).

Il primo dovrà rispondere di traffico internazionale di armi e traffico internazionale di materiali dual use in quanto secondo gli inquirenti della Dda avrebbe esportato illegalmente in Libia elicotteri militari di fabbricazione sovietica a uso militare e materiale bellico, il tutto attraverso delle società estere in realtà riconducibili a due degli indagati secondo la Gdf.

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