Agli arresti poliziotto e due funzionari Ministero dell'Interno: "corruzione"

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Un poliziotto e due funzionari del Ministero dell'Interno, tra cui un viceprefetto, sono stati arrestati oggi a Savona con l'accusa di corruzione. Ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare la polizia. Secondo gli investigatori i fermati avrebbero accettato soldi e regali (ma si parla anche di assunzioni) in cambio di agevolazioni burocratico-amministrative per il rilascio di permessi di soggiorno, per il cambio del cognome, per la riduzione dei giorni di sospensione della patente.

Tra gli arrestati l'attuale commissario prefettizio al comune di Borghetto Santo Spirito (Savona). Il viceprefetto in questione era già stato commissario prefettizio a Rosta (Torino), e poi in vari comuni del savonese a Celle Ligure, ad Albenga, e Carcare e nel 2016 a Spotorno.

L'inchiesta era cominciata nel 2015, traendo spunto da un'altra indagine. Secondo gli investigatori, come riporta l'Ansa: "il poliziotto e i due funzionari del ministero avrebbero sistematicamente abusato delle loro funzioni agevolando pratiche in cambio di denaro, ma anche di regalie come vestiti, schede telefoniche, cene, assunzioni di amici, visite mediche, spese gratis nei negozi".

Il poliziotto è accusato anche di concorso in favoreggiamento della prostituzione insieme a un cittadino di nazionalità marocchina finito pure agli arresti; entrambi sono in carcere mentre per i due funzionari dell'Interno e altri due arrestati, un cittadino albanese e una italiana, sono stati disposti i domiciliari. L'italiana dovrà rispondere di sfruttamento della prostituzione.

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